Celano piange l’imprenditore edile Ruscio

È deceduto a 66 anni: «Uomo laborioso e umile». La figlia Loreta è nella giunta comunale avezzanese
CELANO. Dolore e commozione nella chiesa di Santa Maria Valleverde a Celano durante la celebrazione dei funerali di Tonino Roberto Ruscio. L’imprenditore si è spento il giorno di Ferragosto, all’età di 66 anni, nella sua casa di via Don Minzoni a Celano. Ruscio era alla prese con alcuni problemi di salute, ma a strapparlo prematuramente all’affetto dei suoi cari è stato un malore improvviso. Noto imprenditore del settore edile, Roberto Ruscio è padre di Loreta, assessore al Bilancio del Comune di Avezzano. «Laboriosità, umiltà e fierezza sono stati i tratti salienti del suo carattere», ricorda commosso il genero, l’avvocato Leonardo Rosa, «com’era nel suo stile, è stato assunto in cielo silenziosamente e senza clamori lasciando nei nostri cuori e nel cuore dei suoi amati nipoti un vuoto incolmabile».
I funerali del 66enne sono stati celebrati ieri mattina. Per via della sua attività lavorativa, l’imprenditore era molto stimato, non solo a Celano. Era conosciuto anche nella zona dell’Altopiano delle Rocche, dove in passato aveva lavorato per diversi anni con la sua impresa di costruzioni lasciando un positivo ricordo in quanti avevano collaborato con lui. Viene ricordato da tutti come una persona perbene, onesta, umile, riservata e distinta, ma allo stesso tempo dolce e simpatica. Lavoratore infaticabile, padre esemplare e nonno amorevole, Roberto Ruscio ha trascorso tutta sua vita dividendosi tra il suo lavoro, che svolgeva con passione e competenza, e la sua famiglia. Ogni tanto si concedeva qualche uscita in piazza IV Novembre in compagnia degli amici di sempre. Anche se negli ultimi tempi amava trascorrere il suo tempo libero in compagnia dei nipoti che erano la luce dei suoi occhi. Chi lo conosceva bene a Celano, come il professor Abramo Frigioni, che è stato insegnate dei suoi figli, lo dipinge come «un uomo d’altri tempi, un tutto fare, sempre disponibile e pronto a risolvere. Una persona che ha sicuramente lasciato un buon ricordo».
Roberto Ruscio si era concesso qualche giorno di ferie la settimana di Ferragosto, ma il suo furgoncino era già pronto per i l prossimo lavoro. Avrebbe dovuto iniziare delle opere per un cliente con il quale aveva preso già accordi; purtroppo un malore improvviso nel giorno di Ferragosto lo ha strappato per sempre all’affetto della sua famiglia. Oltre alla figlia Loreta, lascia la moglie Diana e il figlio Agostino.
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