Celano, sequestrata maxi discarica abusiva

Attraverso droni e satelliti di un'azienda specializzata nel monitoraggio ambientale, i carabinieri del Noe hanno scoperto un'area di oltre 40 ettari dove per sessant'anni sono stati interrati rifiuti di ogni genere
CELANO. Un'area dove per sessant'anni hanno interrato illecitamente rifiuti di ogni genere. Oggi i carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Pescara hanno sequestrato una discarica abusiva estesa più di 40 ettari in località Cese San Marcello a Celano (L'Aquila), individuata dai carabinieri grazie alla collaborazione tecnica con Res.Gea, azienda spin-off dell’Università d’Annunzio di Chieti, specializzata nel monitoraggio ambientale attraverso servizi di telerilevamento e gestione di database territoriali. La consulenza tecnica di Res.Gea, giunta su incarico dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe), ha permesso di individuare, attraverso l’analisi multi-temporale di immagini acquisite da piattaforma aerea (drone) e satellitare, zone utilizzate per l’interramento illecito di rifiuti. Avendo l’intera area una storia evolutiva complessa, è stato effettuato uno studio specifico per il quale i tecnici di Res.Gea si sono avvalsi dell’uso di immagini aeree e satellitari acquisite ad intervalli irregolari a partire dagli anni ’50, giungendo fino ai giorni nostri.
L'approccio metodologico di telerilevamento utilizzato, associato al sopralluogo effettuato, volto a chiarire la natura e gli spessori di materiali presenti, ha permesso di individuare diversi siti precedentemente adibiti ad attività estrattive, silenziosamente colmati totalmente o parzialmente con materiale di dubbia provenienza, aree che nel corso degli anni sono state oggetto di svariati abbandoni di rifiuti direttamente sul piano campagna, ed altre aree con evidenze di movimentazione di terreni e suoli al di sopra di aree utilizzate a fini agricoli.
Le immagini analizzate, hanno mostrato l’abbancamento di cumuli le cui dimensioni superavano i 4 metri in pianta (oltre le capacità dei mezzi ad uso domestico) ed hanno evidenziato la gestione ordinata delle operazioni, presumibilmente riconducibili ad aziende specializzate nel settore dei rifiuti. Inoltre l'analisi tecnica ha portato anche alla stima dei volumi dei materiali interrati senza autorizzazione alcuna, che si attestano su cifre superiori al mezzo milione di metri cubi. Molti terreni oggetto d’esame, in precedenza a vocazione agricola, risulterebbero ora interamente corrotti dall’abbandono e dalla permanenza dei rifiuti riscontrati dall’indagine. Le indagini proseguiranno con analisi specifiche volte a chiarire la natura e le caratteristiche dei rifiuti individuati nelle zone.

