Celano vieta i fuochi d’artificio per le feste nei locali pubblici

10 Gennaio 2026

Provvedimento con effetto immediato, il primo in regione dopo quanto accaduto a Crans-Montana. Il sindaco Santilli: «Atto doveroso a garanzia dell’incolumità»

CELANO. «Su tutto il territorio comunale, in particolare nei locali pubblici, è vietato l’utilizzo di fiamme libere, di candele pirotecniche, di fontane luminose e di qualsiasi tipologia di articoli pirotecnici». È scritto nell’ordinanza a firma del sindaco di Celano, Settimio Santilli, prima in Abruzzo a stabilire il divieto di fuochi negli esercizi comunali. Iniziativa che fa da apripista a quella che si preannuncia una presa di posizione collettiva, a tutela dell’incolumità di chi frequenta feste ed eventi in luogo pubblico. Il provvedimento arriva a pochi giorni dal dramma di Crans-Montana, in Svizzera, costato la vita a quaranta persone, in gran parte giovani e giovanissimi. Di cui sei italiani.

Atto istituzionale e di coscienza. L’ordinanza del sindaco Santilli è un segnale di responsabilità. La tragedia che ha fatto scuola sulla pelle di decine di ragazze e ragazzi deve produrre una riflessione, anche politica. Il divieto messo nero su bianco vuole scongiurare che altri episodi simili possano reiterare quell’orrore. Celano è da sempre una città viva. Centrale nelle dinamiche sociali, in cui mondanità e movida si intrecciano. Ne è consapevole l’amministrazione comunale, che prende atto delle criticità emerse nell’ambito dei potenziali pericoli in contesti indoor e dispone una misura preventiva urgente. Nel documento si fa espressamente riferimento ai fatti del disco-bar “Le Constellation”. «Considerati i recentissimi tragici eventi accaduti in un locale pubblico sito nella località turistica svizzera di Crans-Montana e gli eventi egualmente tragici in altri analoghi contesti pubblici», si legge tra le premesse, «e ritenuto necessario ed urgente vietare l’utilizzo nei locali di tali articoli che possono, anche in maniera assolutamente incidentale e involontaria, creare gravi pericoli per le persone, come dimostrato dal tragico evento di Crans-Montana e di altri contesti, è vietato l’utilizzo di fiamme libere...».

Santilli ha accolto in tempi record la proposta di Uncem (Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani), che ha fornito agli enti un testo standard per la sottoscrizione di un’ordinanza sindacale di divieto delle fiamme libere nei locali pubblici. Dimostrando ampia sensibilità rispetto al tema di stretta attualità. «Il grave fatto di cronaca avvenuto la notte di Capodanno in Svizzera, che ha sconvolto e scosso le coscienze di tutti, deve essere da monito severo per chiunque, ognuno per quello che gli compete, affinché simili episodi non si debbano più ripetere», ha dichiarato il sindaco di Celano.

«La sicurezza dei cittadini e la tutela della salute pubblica rappresentano un dovere morale prima che istituzionale. L’uso di fiamme libere e di articoli pirotecnici nei locali al chiuso può comportare conseguenze imprevedibili e catastrofiche, come abbiamo potuto tristemente constatare. Prevenire simili episodi», ha concluso Settimio Santilli, «vietando l’uso di certi strumenti, di cui si può fare benissimo a meno anche in momenti di festa e goliardia nei locali pubblici al chiuso, è un atto necessario e doveroso a garanzia dell’incolumità pubblica e della serenità di tutti».

L’ordinanza è da intendersi in vigore già dalla giornata di ieri. In aggiunta al divieto imposto agli esercenti, il sindaco nel documento raccomanda espressamente che «sia considerato e attuato nei suoi obiettivi anche dai cittadini nelle proprie abitazioni e residenze, i domicili», è scritto. I trasgressori rischiano la denuncia, secondo quanto disposto dal codice penale in materia di utilizzo senza licenze dei fuochi di artificio e il disturbo della quiete pubblica.

L’incendio che ha spezzato quaranta vite la notte di Capodanno è stato causato dalle candele pirotecniche inserite sui tappi delle bottiglie di champagne, all'interno del disco-bar “Le Constellation”, nella località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese, in Svizzera. I pannelli fonoassorbenti che rivestivano il soffitto hanno preso fuoco e, in pochi secondi, le fiamme si sono propagate in tutto il locale. È stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Indagati i proprietari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti.

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