Cementificio Cagnano No al combustibile derivato dai rifiuti

22 Ottobre 2017

Striscioni di protesta sulla superstrada tra Pizzoli e Barete Domani alla Regione incontro con esperti e comitati civici 

CAGNANO AMITERNO. Striscioni di dissenso, a poche ore dalla messa in prova dell’impianto per l’utilizzo di Css (combustibile solido secondario), sono comparsi lungo il primo tratto della superstrada per Amatrice, tra i territori comunali di Pizzoli e Barete.
“La salute è il bene primario, no al Css”, è uno dei messaggi appesi al cavalcavia, segno che gli animi della popolazione si stanno scaldando ancora di più con l’avvicinarsi dell’”ora X”.
E proprio domani alle 16,15 si terrà a Palazzo Silone un incontro al quale, per la prima volta, sono stati invitati anche i comitati cittadini del fronte del no al Css. A volere fortemente il tavolo è stato il consigliere regionale del Pd e presidente della Commissione territorio Pierpaolo Pietrucci, proprio per dare voce e ascolto anche a chi è contrario all’impianto, prevalentemente cittadini preoccupati per i risvolti sulla salute che la scelta di bruciare combustibile speciale secondario potrebbe comportare. Sostegno alle istanze civiche è arrivato, di recente, dall’ex assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano, in passato sindaco di Cagnano Amiterno. «Non si provi a barattare la salute dei cittadini con i posti di lavoro», ha scritto in una nota alcuni giorni fa, aprendo alcuni quesiti: «Il Css è migliore del carbon coke, questo significa che a Cagnano non sarà più utilizzato il carbone? Ci sarà un sistema di monitoraggio costante della qualità dell’aria con i dati che vengono certificati dall’Arta? Lo chiedevo sin dagli anni ’90. Diciamo no alla riattivazione industriale del cementificio».
Quello di domani sarà un incontro incandescente, perché i comitati continueranno a difendere il territorio e la tutela della salute dei lavoratori – in gran parte residenti a Cagnano con le loro famiglie – davanti a un parterre costituito, tra gli altri, dal direttore dell’Arta (l’Agenzia regionale per la tutela ambientale) Francesco Chiavaroli, il dirigente del servizio “Gestione rifiuti e bonifiche” della Regione Abruzzo Franco Gerardini e i sindaci del territorio (oltre a quello di Cagnano, anche i primi cittadini di Pizzoli, Barete e Montereale) e i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil. Sindacati che, tra l’altro, tengono a precisare che sono «dalla parte del lavoro e dei lavoratori, ma a patto che venga rispettata la sicurezza del luogo di lavoro, e che vengano tutelati la salute e l’ambiente circostante», rimarcando che, dal canto loro, verrà chiesto con forza il massimo controllo sul funzionamento dell’impianto e sul combustibile bruciato, perché «vogliamo essere certissimi che non ci saranno conseguenze». Certezze che, per i sindacati, arrivano in parte grazie alla presenza e ai controlli dei tecnici dell’Arta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA