Cementificio, esclusi pericoli per la salute

Cagnano, il monitoraggio dell’Università rivela che le emissioni nell’aria sono ben sotto i limiti di legge
CAGNANO AMITERNO. Lo stabilimento Italsacci di Cagnano Amiterno ha delle emissioni nell’aria che sono di gran lunga sotto i limiti di legge. Per cui non ci sono rischi per la salute degli abitanti che vivono nei pressi. E quello che, sinteticamente, è emerso dal monitoraggio effettuato, tra gennaio 2020 e gennaio 2021, dall’Università dell’Aquila che per le misurazioni (di particolati di nichel, cadmio, piombo e arsenico) ha installato tre centraline: una nella frazione San Giovanni, un’altra a San Pelino e la terza a Corruccioni. I dati sono stati presentati ieri nella al Comune di Cagnano Amiterno alla presenza del sindaco Iside Di Martino, del vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, della docente dell’Ateneo aquilano Giuliana Taglieri (che si è occupata in prima persona del monitoraggio) e di Agostino Rizzo direttore tecnico dell’Italsacci. Al termine è intervenuta anche la dottoressa Maria Fioravanti del comitato AternoAria che ha chiesto l’avvio di una indagine epidemiologica sui cittadini per valutare eventuali danni a lungo termine alla salute. In avvio dell’incontro Di Martino ha voluto precisare che quello di ieri è nato come momento informativo per la popolazione e ha ringraziato tutti gli intervenuti e in particolare l’Università «che ha portato avanti il lavoro in un periodo difficile e complesso a causa dell’emergenza sanitaria». Di Martino ha anche sottolineato che il monitoraggio realizzato dall’Università (in base a un protocollo di intesa col Comune) si è andato ad aggiungere ai “normali” controlli che vengono effettuati sia dall’azienda che dall’Arta per poi aggiungere «che l’ambiente e la qualità della vita per paesi che sono in ricostruzione, sono fondamentali per garantire il futuro soprattutto a giovani che vogliono restare nel territorio dove sono nati e cresciuti». Nell’incontro è stato anche ricordato che il cementificio è ormai entrato a far parte della storia di Cagnano Amiterno garantendo nel tempo lavoro a centinaia di persone. Lo stabilimento nacque nel 1925 con una piccola produzione annua di cemento che si basava sullo sfruttamento delle marne naturali presenti sul territorio. Dal luglio 2018 si chiama Italsacci. Imprudente nel suo intervento ha detto «che la rinascita dei borghi e in particolare quelli dell’Alta Valle dell’Aterno passa attraverso azioni e progetti che devono vedere protagonisti i Comuni con il coordinamento della Regione. (g.p.)
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