Cementificio, ora indaga la Procura

Al vaglio dei carabinieri forestali l’ipotesi di inquinamento e il rispetto delle normative dopo alcune segnalazioni
L’AQUILA. I carabinieri forestali stanno indagando su presunte irregolarità riguardanti l’attività del cementificio di Cagnano Amiterno.
Le indagini sono ancora da completare e l’esito resta incerto. Si articolano su due principali direttive: un’ipotesi di inquinamento ambientale e la mancanza, o meno, di tutte le autorizzazioni e certificazioni necessarie per fare quei tipi di lavorazioni. L’attività investigativa prescinde, ovviamente, dal riavvio del lavoro nello stabilimento che, tra l’altro, è stato tempestivamente segnalato alle autorità competenti.
L’avvio delle indagini poggia su una serie di segnalazioni fatte dagli ambientalisti riuniti in comitati cui sono seguiti dei sopralluoghi del Nipaf, inevitabili quando di mezzo c’è la salute.
Più volte in queste ultime settimane, compreso ieri, gli ambientalisti hanno presentato agli organi investigativi delle delibere regionali che vanno esaminate con molta attenzione. Si teme che con la stratificazione delle normative che si susseguono possano essere utilizzate scorciatoie per far venir meno degli obblighi di legge a cominciare dalle prescrizioni. Se sotto il profilo investigativo ancora non sono state tirate le somme, c’è comunque mobilitazione nei comuni.
Infatti il 26 marzo si terrà un consiglio comunale sul cementificio a Cagnano Amiterno.
Il problema non riguarda soltanto Cagnano, ma attiene a un territorio più ampio; si parla di fumi e polveri, per cui limitare il discorso soltanto all’area del cementificio sarebbe piuttosto riduttivo. Gli ambientalisti, come più volte ha segnalato la portavoce del Comitato, Maria Fioravanti, ex medico del lavoro Asl, non intendono fare la guerra a un’azienda che comunque porta lavoro, ma evitare che qualcuno ci rimetta la salute. «Vogliamo che si faccia chiarezza», ha detto in un recente incontro la Fioravanti, «ed esigiamo risposte esaustive sulla combustione del Css di fatto combustibile derivato dai rifiuti». Il problema non è sentito solo nei paesi dell’Alta Valle dell’Aterno. Infatti il 20 febbraio scorso si è tenuto un consiglio comunale nel capoluogo di regione su queste problematiche. Il consiglio si è concluso con una mozione approvata all’unanimità, che autorizza il sindaco Pierluigi Biondi «a individuare attività e forme di controllo a tutela della comunità, rispetto a eventuali effetti dannosi sulla salute pubblica e sull’ambiente, della cementeria». Il documento impegna i Biondi a farsi promotore della costituzione di un tavolo tecnico regionale, allargato anche agli altri sindaci.
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