Centinaia di studenti in piazza per gridare il loro no alla guerra

Al fianco dei liceali anche il sindaco della città Di Piero, il vescovo Fusco, gli insegnanti e tanti cittadini L’evento aperto dalla musica. Raccolti aiuti per i rifugiati. La dirigente scolastica: «Sono orgogliosa»
SULMONA . Si sono dati appuntamento in piazza XX Settembre per gridare «no alla guerra e sì alla pace». Nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, ma soprattutto nel segno della solidarietà nei confronti di un popolo costretto a subire una feroce invasione. C’era tantissima gente, soprattutto giovani, ieri mattina nella piazza simbolo di Sulmona per aderire alla manifestazione organizzata dagli studenti del Liceo Classico Ovidio che hanno concluso così tre giornate di autogestione dedicate proprio al tema della pace.
Una manifestazione aperta dalla musica con l’Inno alla Gioia e i brani di Morricone eseguiti al flauto da Cecilia Bonaventura. Poi la parola è passata ai giovani studenti. Emilio La Gatta, in rappresentanza dei liceali, ha ricordato le motivazioni dell’autogestione e dell’incontro di ieri mattina. Tre giorni intensi nei quali sono stati raccolti anche beni e fondi da destinare a coloro che subiscono le conseguenze del conflitto. Poi altri due ragazzi, Federico Tronca e Federico Guerra, hanno duramente condannato il genocidio in atto nei confronti del popolo Ucraino.
IL SINDACO
«Sono felice di essere qui con voi, affinché da questa piazza si levi un grido forte: Sulmona ripudia la guerra» ha detto il primo cittadino di Sulmona, Gianfranco Di Piero, tra il fragoroso applauso della piazza. Il sindaco citando esuli illustri, come Ovidio e Dante, e poi Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Kennedy, ha ricordato come «lasciandoci alle spalle il Novecento, secolo dei conflitti ideologici e di due guerre mondiali, con tutte le tragedie provocate, tutti abbiamo sperato nel XXI secolo come il tempo di pace. Purtroppo tutto questo non sta avvenendo. Ricordo che nel 1963 Papa Giovanni XXIII, poco prima di morire, consegnò al mondo un’enciclica “Pacem in Terris” delineando come unica prospettiva dell’umanità proprio la pace. Ed ecco invece una nuova guerra, che sparge nuovo sangue e nuovi lutti», ha aggiunto il primo cittadino, il quale non ha mancato di rivolgere un pensiero ai profughi che fuggono dalla guerra e vengono accolti anche in città in cerca di rifugio, speranza e un futuro migliore.
«Non posso non citare Ovidio e Dante, segnati dall’amarezza profonda per essere stati costretti ad abbandonare la loro patria», ha concluso Di Piero.
IL VESCOVO
Anche il vescovo Michele Fusco è sceso in piazza al fianco dei liceali per sottolineare che quella che si sta combattendo è una guerra tra fratelli. «In questi giorni tristi faccio a meno anche di seguire i telegiornali per quelle immagini di dolore che mostrano e che mi suscitano grande pena», ha detto il vescovo. «Però, riflettendo su quanto accade, ritengo che bisogna uscire dalla logica dei buoni e dei cattivi. Perché quelli che si combattono sono fratelli, perché noi uomini», ha concluso Fusco, «siamo tutti fratelli».
LA DIRIGENTE DEL POLO OVIDIO «Sono davvero soddisfatta del lavoro svolto dagli studenti in questi tre giorni di autogestione», ha evidenziato la preside Caterina Fantauzzi. «La manifestazione si è svolta in un clima sereno, gli studenti sono stati scortati per tutto il tempo dalle forze dell’ordine, hanno ribadito il loro pensiero di condanna nei confronti della guerra e hanno sottolineato l’impegno concreto a favore delle popolazioni colpite e dei rifugiati. In questi tre giorni hanno raccolto beni e fondi da destinare a coloro che subiscono le conseguenze del conflitto. In piazza XX Settembre è stato molto emozionante il contributo musicale di Cecilia», ha proseguito la dirigente scolastica, «molto significative le parole di Emidio La Gatta, Federico Tronca e Federico Puglielli. Grazie al sindaco Gianfranco Di Piero e al vescovo Michele Fusco per la partecipazione e il sostegno agli studenti. Sono orgogliosa dei miei studenti e di tutti i docenti che, con grande disponibilità, guidano i nostri giovani nella promozione della Pace». Una manifestazione che ha visto i giovani uniti per un nobile sentimento, la pace, e promotori di un mondo dove non ci sia più posto per l’odio, le armi, le guerre.
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