Cento adolescenti da Papa Francesco

20 Aprile 2022

Giovani aquilani in pellegrinaggio a Roma per pregare con Bergoglio e ascoltare Blanco

L’AQUILA. In piazza San Pietro cento giovani della diocesi dell’Aquila per ascoltare Blanco e pregare con Papa Francesco. Il lunedì dell’Angelo è stato contraddistinto quest’anno da un grande appuntamento che ha portato a Roma 80mila giovani. Tra questi, davanti alla basilica di piazza San Pietro, c’erano anche i ragazzi aquilani che hanno voluto prendere parte a #Seguimi, il pellegrinaggio organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana. Con due autobus organizzati dal servizio diocesano della pastorale giovanile e vocazionale guidato da don Jean Claude Rajaonarivelo, i cento giovani aquilani sono partiti alla volta di Roma per unirsi ai loro coetanei arrivati da tutta Italia per incontrare Papa Francesco.
Una piazza di adolescenti, tra i 14 e i 19 anni, che per un anno hanno rinunciato alla solita gita fuori porta per prendere parte a quello che sarà ricordato come un evento memorabile. Ad accompagnare gli aquilani a Roma il vescovo ausiliare, monsignor Antonio D’Angelo, e alcuni sacerdoti, religiosi e catechisti. I ragazzi, come anche molti altri loro coetanei arrivati dal resto d’Abruzzo, una volta giunti nella Capitale hanno fatto tappa a Villa Borghese per poi dirigersi a piedi verso il Vaticano. Inizialmente prevista una presenza di circa ventimila ragazzi, sono stati invece centomila gli adolescenti che hanno “invaso” piazza San Pietro dove si è esibito anche il cantante Blanco, vincitore del festival di Sanremo. Dopo la lunga passeggiata gli aquilani hanno preso posto davanti alla basilica in attesa del pontefice che alle 17.30 ha attraversato, a bordo della papamobile, via della Conciliazione tra gli applausi e i cori da stadio dei ragazzi.
Ad annunciarlo il cardinale, presidente della Cei Gualtiero Bassetti. Papa Francesco ha poi dato il via alla veglia, ascoltando le parole di un gruppo di ragazzi e rivolgendosi poi loro con parole di incoraggiamento e speranza. «Non bisogna vergognarsi di dire: ho paura del buio», ha commentato il pontefice, «ma, tutti noi abbiamo paura del buio. Le paure vanno dette, le paure si devono esprimere per poter così cacciarle via. Ricordate questo: le paure vanno manifestate. A chi? A papà, alla mamma, all’amico, all’amica, alla persona che può aiutarvi. Vanno portate alla luce. E quando le paure, che sono nelle tenebre, vanno nella luce, scoppia la verità. Non scoraggiatevi». (e.b.)
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