Cento posti letto per i profughi negli alloggi del post-terremoto

Saranno accolti in 24 appartamenti del progetto Case di Roio, si attende solo il nulla osta del ministero Casinghini: «Le convenzioni per i Centri di accoglienza straordinaria riguardano L’Aquila e Navelli»
L’AQUILA. Anche L’Aquila si prepara all’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalla guerra. Nei giorni scorsi, infatti, il Comune, ha predisposto cento posti letto in 24 appartamenti del progetto Case di Roio 1. Intanto, è già attivo l’hub di Bazzano, dove vengono accolti i profughi appena arrivati in città. Continue le interlocuzioni tra Comune e Protezione civile per stabilire quando sarà possibile avviare la macchina per l’accoglienza.
«Il prefetto Cinzia Torraco sta attendendo il nullaosta da parte del Ministero per la convenzione con i Comuni dell’Aquila e di Navelli, dove saranno attivati i Cas (centri di accoglienza straordinaria)», spiega il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini. Anche la Caritas diocesana, che ha costituito con associazioni, Pro loco, piccoli comuni e gruppi di volontariato la rete solidale “Insieme per l’Ucraina”, è scesa in campo per dare sostegno e assistenza ai profughi.
LA CONVENZIONE
Il nullaosta dovrebbe arrivare a giorni. «Una volta firmate le convenzioni tra Prefettura e Comuni si potranno spostare gli ucraini in questi centri», spiega Casinghini. «Il Comune dovrà individuare un gestore del Cas attraverso un procedimento di selezione: potrà essere un’associazione, una cooperativa o un ente del terzo settore. Le spese saranno a carico del ministero dell’Interno. Le convenzioni permetteranno di spostare nei centri di accoglienza i profughi che attualmente sono in albergo. Nei giorni scorsi è stata firmata anche un’ordinanza della Protezione civile che apre altre strade, alternative ai Cas: contributi per l’autonoma sistemazione che andranno alle famiglie per gli affitti privati e contributi per gli ucraini che sono ospitati da amici, parenti o conoscenti».
CENTO POSTI LETTO
I centri per l’accoglienza, nell’Aquilano, dovrebbero essere due: uno a Navelli e l’altro, quello con maggiore capienza, a Roio. «Sono già pronti i 24 alloggi del progetto case di Roio 1 in una palazzina che verrà interamente dedicata agli ucraini» assicura l’assessore alle Opere pubbliche, Vito Colonna. «Abbiamo predisposto cento posti letto in totale: da 4 a sei per ogni appartamento». Gli alloggi si aggiungono a quelli già occupati dai ciclisti ucraini».
ACCOGLIENZA
Secondo quanto stabilito dall’Agenzia regionale della Protezione civile, in un apposito protocollo «i profughi ucraini dovranno recarsi nell’hub vaccinale (a Bazzano) dove potranno essere disbrigate tutte le pratiche necessarie per le attività di polizia relative all’identificazione e registrazione; le procedure sanitarie (tampone per Covid-19 e rilascio del codice Stp per stranieri senza permesso di soggiorno); l’assistenza alloggiativa».
Gli ospitanti, invece, «entro le 48 ore dall’arrivo, sono tenuti a formalizzare apposita dichiarazione di ospitalità (indicando chi ospita e dove) all’autorità di pubblica sicurezza (questura, commissariati, comune) o a recarsi negli hub vaccinali insieme alla persona ospitata».
CARITAS
La Caritas, guidata da don Dante Di Nardo, sta operando sin dall’inizio della guerra in Ucraina con una rete di associazioni e in accordo con la Comunità di Sant’Egidio. Una rete solidale che via via è cresciuta con l’adesione di tante altre associazioni e di piccoli comuni del comprensorio. Con l’iniziativa “Insieme per l’Ucraina” è stata lanciata una raccolta di beni di prima necessità e di fondi per fornire sostegno ai profughi. Diversi i punti di raccolta attivi sul territorio, in alcuni dei quali si sta provvedendo anche alla distribuzione di viveri, biancheria e abbigliamento ai profughi, come nel caso della Caritas, della Pro loco di Coppito e della Fraterna Tau. «Stiamo facendo il possibile, ma in realtà ancora non sappiamo con esattezza quando potremo ospitare i profughi», spiega don Dante.
«Attualmente ci stiamo occupando di persone accolte da amici e conoscenti. Famiglie, sistemate in varie zone del territorio, che stiamo aiutando».
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