Cento ricorsi al giudice per il semaforo da incubo

22 Maggio 2019

Colucci rende note le motivazioni dopo l’annullamento della prima multa: «Impianto spento per pochi istanti quando il veicolo raggiunge la linea d’arresto»

AVEZZANO. La società Celano vigilantes “scagionata” dal video che ha immortalato il passaggio col rosso al semaforo del T-red, mentre i ricorsi al giudice di pace contro le multe all’incrocio tra via XX Settembre e via dei Fiori sfiorano quota 100. Altri ricorsi, invece, sono finiti negli uffici del prefetto Giuseppe Linardi. La sentenza, la prima in assoluto sul contestato sistema che ha fatto scattare migliaia di sanzioni in qualche mese, emessa dal giudice di pace di Avezzano, Agostino Colucci, ha annullato la sanzione (177,70 euro) alla società di vigilanza celanese rappresentata dal legale Franco Paolini, perché nel momento fatidico, il superamento della striscia d’arresto, il semaforo laterale si è spento. Stando alle motivazioni. «Dalla visione del video relativo all’accertamento della sanzione», recita la sentenza del giudice Colucci, «si evince inconfutabilmente che nel momento in cui il veicolo ha raggiunto la linea di arresto orizzontale, lungo l’intersezione, la lanterna semaforica posta lungo l’incrocio lato destro della carreggiata non proietta alcuna luce o, per chiarezza di esposizione, pochi secondi prima proietta la luce gialla per poi spegnersi non proiettando alcun colore, per poi riaccendersi, alcuni secondi dopo, con luce rossa». Il breve blackout del semaforo in basso, quindi, è stato fatale alla polizia locale del Comune di Avezzano: il giudice di pace ha annullato la sanzione, anche se il semaforo in alto era rosso. «Tale circostanza», evidenzia Colucci, «non prova la legittimità dell’accertamento, poiché nel momento in cui il veicolo ha raggiunto la striscia di arresto lungo l’intersezione semaforica, una delle due lanterne non proietta la luce rossa e non si può escludere che il conducente abbia fatto affidamento proprio alla lanterna laterale». Nel dubbio, quindi, poiché «non sono emerse prove sufficienti», il giudice di pace ha dato ragione al ricorrente. Sentenza accolta con soddisfazione dall’avvocato Paolini, difensore del titolare della Celano vigilantes, Pasquale Villa. «La motivazione», sottolinea Franco Paolini, «dimostra che ogni singola contravvenzione va valutata autonomamente. Confido nell’accoglimento di altri ricorsi, anche perché molti cittadini, soprattutto chi si sposta per lavoro, a causa della sottrazione dei punti, rischiano la patente di guida».
Il semaforo di via XX Settembre, spento in via provvisoria dopo l’ondata di polemiche (ne è nato anche un caso politico), ha rilevato 2.381 auto che sono passate con il rosso, mentre le multe complessive in poco più di tre mesi (a partire da dicembre) sono state oltre 10mila e fanno riferimento ai veicoli che hanno superato la linea bianca sull’asfalto.
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