Centrale biomasse, ricorso contro Regione e Comune

7 Agosto 2015

L’AQUILA. La vicenda della realizzazione di un impianto a biomasse nel nucleo industriale di Bazzano non è ancora chiusa. Dopo il parere positivo del Consiglio di Stato, la Futuris aquilana ha...

L’AQUILA. La vicenda della realizzazione di un impianto a biomasse nel nucleo industriale di Bazzano non è ancora chiusa. Dopo il parere positivo del Consiglio di Stato, la Futuris aquilana ha presentato un ricorso al Tar contro la Regione e il Comune dell’Aquila «per contrastare la decisione del dipartimento regionale Opere pubbliche e politiche ambientali di annullare, in autotutela, l’autorizzazione unica rilasciata il 30 agosto 2010 per la costruzione e l’esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato da biomasse».

Nel ricorso si fa riferimento anche «alla nota del 26 maggio scorso, con cui il Comune dell’Aquila ha segnalato alla Regione che, per effetto delle modifiche introdotte dal piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico, il progetto per l’impianto non risulta più conforme e dovrà essere adeguato alle normative vigenti sulla difesa del suolo in campo idrogeologico». Due nuovi stop, dunque, alla realizzazione dell’impianto. Ma la Futuris non si arrende e si dice pronta «una volta concluso positivamente tutto l’iter procedurale a chiedere il risarcimento di tutti i danni maturati, o che deriveranno in futuro, in relazione agli atti impugnati».

Una richiesta di risarcimento danni motivata «dal gravissimo pregiudizio economico, che è arrecato dal provvedimento regionale impugnato, alla luce degli importanti investimenti effettuati dalla Futuris e dalla Ma&D Power Engineering, per la progettazione e la realizzazione dell’impianto e per la costruzione di rete per l’approvvigionamento della biomassa».

«Va considerato, inoltre», si legge nel ricorso, «che l’impianto in questione era inserito nell’apposito registro Gse, tra quelli destinatari di incentivazioni, in base alla normativa vigente sulla produzione di energia da fonti rinnovabili: il provvedimento regionale di annullamento d’ufficio dell’autorizzazione preclude la possibilità di realizzare la centrale a biomasse nei tempi stabiliti per usufruire degli incentivi necessari per mettere in piedi una simile struttura». L’area dove dovrebbe sorgere la centrale, nel nucleo industriale ad est della città, è stata transennata. Ma i lavori sono fermi da due anni, a causa della battaglia legale che vede contrapposti i comitati locali, fortemente contrari alla costruzione dell’impianto, e la Futuris. Tra le motivazioni addotte dalla popolazione dei comuni limitrofi, per bloccare la realizzazione della centrale, «l’impatto che una simile struttura può avere in un’area fortemente antropizzata, dove insistono uffici, scuole, nuovi quartieri residenziali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA