Centrale biometano Il Comitato del no s’appella alla Regione

7 Novembre 2019

I sindaci di Collarmele, Pescina e San Benedetto dei Marsi attendono che il progetto venga rigettato o faranno ricorso

COLLARMELE. Paragonano l’impianto a biogas, che dovrebbe sorgere nel Fucino, al Cavallo di Troia, e se stessi a Cassandra, quelli del comitato Insieme per la Tutela della Salute, ambiente e territorio, che si battono perché il progetto venga bocciato.
Una trovata suggestiva. Cassandra, sacerdotessa di Apollo, aveva il dono della profezia, ma nessuno le credeva. Ammonì i Troiani a non trascinare entro le mura di Troia il cavallo di legno abbandonato dai Greci sulla spiaggia, ma non ricevette ascolto. E fu la fine della città. «Noi», scrivono, «riteniamo l’impianto proposto un Cavallo di Troia, che, una volta realizzato, porterà solo nocumento al territorio, alle persone, all’economia e alla salute».
Da qui l’appello agli organi preposti di valutare attentamente le osservazioni inviate dai sindaci di Collarmele, Pescina e San Benedetto «prima di prendere qualsiasi decisione. Bilancio energetico, contratti di sversamento del digestato e tutte le altre criticità», precisano, «sono ben descritti e documentati. Non vogliamo diventare la Cassandra Marsicana: il nostro grido d’allarme dev’essere ascoltato». Dopo essersi detti certi che la dottoressa Iris Flacco, responsabile dell’iter autorizzativo, «vaglierà tutti gli aspetti della vicenda», e auspicato che «terrà conto della posizione dei sindaci e di tutte le variazioni apportare in itinere», si aspettano che il progetto «venga rigettato senza esitazione».
Alla Biometano Energy, che lamenta di non aver avuto finora la possibilità di un confronto pubblico, il Comitato replica di avere invitato domenica, tramite i social, l’amministratrice Patrizia Tarquini, il progettista Giuseppe Santilli e il tecnico Marco Passante, a partecipare all’assemblea di San Benedetto, e «di non essersi presentati». Contrari all’impianto sono anche i sindaci di Collarmele (Antonio Mostacci), di Pescina (Stefano Iulianella) e di San Benedetto (Quirino D’Orazio).
«Ritengo che il progetto, così come proposto», ha dichiarato Mostacci, «sia da rigettare. Le incongruenze sono molteplici e si riferiscono sia al bilancio energetico – e conseguentemente economico – che ad altri aspetti tecnici, ben evidenziati nelle nostre osservazioni. Attendiamo comunque fiduciosi l’esito dell’attività regionale».
«Al di là dell’iter», ha annunciato D’Orazio, «mi farò promotore di un’iniziativa tesa a scongiurare che quanto sta accadendo oggi si possa ripetere domani. Chiederò alla Regione l’approvazione di una legge che vieti l’insediamento di altri impianti per la produzione di energia nella Conca del Fucino, al fine di salvaguardarne le produzioni agricole di eccellenza, che sono il nostro orgoglio». «La dottoressa Flacco», ha rilevato Iulianella, «ha ora tutti gli elementi per una valutazione obiettiva e per prendere una decisione. Ha tre possibilità: autorizzare la costruzione dell’impianto, rigettare il progetto oppure riconvocare la Conferenza dei servizi. La parte soccombente sicuramente ricorrerà al Tar».
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