«Centrale del gas da bloccare» La Regione alza un altro muro

SULMONA. La Regione impugna l’imminente via libera del governo alla centrale della Snam. La documentazione conclusiva di febbraio sull’ultima conferenza dei servizi di novembre, in cui si sollecita...
SULMONA. La Regione impugna l’imminente via libera del governo alla centrale della Snam. La documentazione conclusiva di febbraio sull’ultima conferenza dei servizi di novembre, in cui si sollecita il via libera in tempi brevi sulla base della strategicità dell’opera, scuote il fronte del no. Si mette alla guida dei contrari al progetto il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, che ha incontrato i sindaci del territorio in aula consiliare. «Noi siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative legislative possibili per bloccare la realizzazione dell’impianto» interviene Lolli «non staremo certo a guardare. Anzi non capiamo l’atteggiamento di chi vuole imporre dall’alto un’opera che né la popolazione, né le istituzioni locali vogliono. Stiamo impugnando tutti gli atti prodotti finora e siamo pronti ad andare fino in fondo. Abbiamo più volte detto che siamo disponibili a trovare alternative sulla nostra regione e non si può non accogliere questa disponibilità, come si è limitata fare la Snam. Per questo, una volta nominato un nuovo coordinatore del fronte del no, coinvolgeremo tutte le Regioni, Puglia compresa nella nostra battaglia».
L’accelerata subita dall’iter, con la prossima conferenza dei servizi sul metanodotto fissata al 26 marzo prossimo, preoccupa anche il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli.
«Noi stiamo facendo il possibile per impedire il via libera a queste due infrastrutture» aggiunge «mi conforta che al nostro fianco abbiamo la Regione, che non si è limitata a negare l’intesa con lo Stato, ma ha impugnato i vari atti successivi alle conferenze dei servizi. Ora torneremo a Roma con ulteriori atti contrari e coinvolgendo tutte le regioni attraversate dal progetto».
Dopo la prima conferenza dei servizi del metanodotto della scorsa settimana, il prossimo appuntamento, che a questo punto potrebbe essere decisivo, è stato rinviato a fine marzo. Ma per quella data c’è ancora tempo, secondo i Comitati cittadini per l’ambiente, di ottenere l’unificazione degli iter di centrale e metanodotto, in modo da riunire i due progetti, sdoppiati per guadagnare una migliore agilità amministrativa.
«È da tempo che avvertiamo gli amministratori che le delibere contrarie non bastano» spiega Mario Pizzola, portavoce degli ambientalisti «abbiamo chiesto ai rappresentanti istituzionali di coinvolgere i cittadini con assemblee e manifestazioni pubbliche sulla necessità di unificare i due iter autorizzativi».
Proprio per suggerire azioni concrete e più eclatanti i Comitati hanno sollecitato l’incontro con Lolli.
Federica Pantano
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