Centrale del latte, sequestro revocato

Vanno restituiti 265mila euro ai soci, il pm notifica il provvedimento poco prima dell’udienza davanti al Riesame
L’AQUILA. Colpo di scena nell’inchiesta su presunte irregolarità nella vecchia gestione della Centrale del latte. Infatti poco prima della celebrazione dell’udienza davanti al Riesame la Procura ha notificato la revoca del sequestro di circa 265mila euro. Alla base della decisione, che ha reso inutile l’udienza in tribunale, la mancanza di presupposti del provvedimento.
L’ipotesi principale è quella che punisce chi, «avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere o allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non li destina alle finalità previste». Nel mirino ci sono fondi per oltre un milione e mezzo stanziati dalla Regione per il Consorzio produttori latte della Conca aquilana, una società cooperativa in amministrazione straordinaria.
Secondo il pm, che ha aperto l’indagine sulla scorta della denuncia di un ex socio, i soldi ottenuti dalla Regione per il risarcimento dei danni del post sisma non avrebbero avuto la loro corretta destinazione ma sarebbero stati usati per pagare fornitori, i componenti del Cda, sindaci e dipendenti. La Procura ottenne il sequestro non per tutto l’indennizzo ma solo per quella parte destinata a compensare amministratori e sindaci. Ma dagli atti appare chiaro, per le difese, che i pagamenti fatti a Gigliola Lattanzi, Carlo Giorgini, Federico Ciocca, Mimmo e Cesare Ciancarella fossero debiti pregressi essendo soci ma anche fornitori. Stesso discorso, sia pure sotto altre valutazioni, per Mario Sabelli, Lelio Cucchiella, Antonio Ranieri, Cesare Stipa, Marco Cipriani. Le difese sono rappresentate dagli avvocati Luca Bruno, Massimo Carosi, Gianluca Di Genova, Danilo Iannarelli,Tommaso Colella, Ersilia Lancia,

