Centrale e metanodotto Snam Altre associazioni contrarie

15 Gennaio 2016

SULMONA. Si allarga il fronte del no alla centrale della Snam in attesa di imminente via libera. Scendono in campo contro il progetto di Case Pente anche l’associazione di promozione sociale “Quale...

SULMONA. Si allarga il fronte del no alla centrale della Snam in attesa di imminente via libera. Scendono in campo contro il progetto di Case Pente anche l’associazione di promozione sociale “Quale terra” e “La Bottega del commercio equo solidale”, che ribadiscono la propria contrarietà all’insediamento del metanodotto e della centrale Snam in area ad alto rischio sismico e di particolare rilevanza ambientale e turistica. «L’adesione alla battaglia contro la centrale», spiegano dai sodalizi, «rientra, per numerosi motivi, tra i compiti di sensibilizzazione e di salvaguardia dei patrimoni sociali, naturali e umani che l’associazione si pone, e rimanda anche ad importanti temi della giustizia sociale». Intanto, prosegue anche la battaglia dei comitati cittadini per l’ambiente che riassumono le dieci ragioni del fronte del no all’impianto. A cominciare dal fatto che sia la centrale che il metanodotto andranno a servire altri Paesi. Inoltre, i comitati sostengono che metanodotto e centrale di Case Pente non porteranno posti di lavoro «ma al contrario costituiranno un danno per l’economia, con ripercussioni sull’agricoltura e l’allevamento». Infine vengono ricordate le delibere contrarie al progetto e la battaglia di otto anni per decidere del proprio destino e del proprio territorio.(f.p.)

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