Centrale Snam, nuovi timori
Gli ambientalisti: la Regione deve individuare alternative
SULMONA. La città potrebbe ritrovarsi con la centrale della Snam, nonostante una deviazione del tracciato del metanodotto. Questa l’ipotesi paventata dall’associazione “Orsa pro natura” peligna, alla luce della separazione dei due iter autorizzativi dei rispettivi impianti, con quello del gasdotto che si preannuncia ancora lungo.
«Temiamo che si arrivi, da parte del consiglio dei ministri» fa notare la presidente Clotilde Iavarone «all’autorizzazione della centrale di compressione gas di Sulmona e delle quattro linee di collegamento alla rete Snam esistente, anche qualora per il percorso del metanodotto si dovesse individuare una soluzione alternativa, visto che il suo iter è in fase arretrata rispetto a quello della centrale e dovrà incontrare ancora molti ostacoli istituzionali e non. La Regione, in questa fase, è la sola istituzione legittimamente abilitata a trattare con il consiglio dei ministri per l’individuazione di soluzioni alternative per la centrale, prima della decisione autonoma del consiglio dei ministri, prevista entro tre mesi dalla data della seconda conferenza dei servizi di novembre. Da tale data, l’associazione Orsa e il Comitato dei cittadini per l’ambiente hanno sollecitato incontri con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, con il vice presidente Giovanni Lolli, con l’assessore all'Ambiente Mario Mazzocca, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta da nessuno dei rappresentanti politici citati».
Da qui l'appello di Iavarone sulle azioni che si vorranno mettere in campo contro il progetto. (f.p.)
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