Centraline Arta sul Liri I sindaci: «Più controlli»

14 Luglio 2020

Lo strano fenomeno della schiuma, sollecitato dai Comuni della Valle Roveto Ciciotti (Capistrello): «Verificare lo stato delle acque nell’arco delle 24 ore»

CAPISTRELLO. Posizionare le centraline dell’Arta nelle zone più a rischio e avviare subito una mappatura degli scarichi che si riversano nel fiume Liri. Il sindaco di Capistrello, Franco Ciciotti, vuole vederci chiaro sugli strani fenomeni che accadono nelle acque del fiume e per questo ha inviato una richiesta scritta all’Arta con l’auspicio che vengano installate quanto prima delle centraline nei tratti dove nelle ultime settimane si è avvistata la schiuma bianca densa e puzzolente. «Ho chiesto per iscritto all’Arta di sistemare due centraline sul Liri», ha commentato Ciciotti, «una deve essere posizionata dopo l’emissario di Claudio e una dopo Canistro per fare in modo che si possa verificare lo stato delle acque e si possano monitorare le stesse 24 ore su 24». Ciciotti, insieme agli altri sindaci della Valle Roveto che hanno dato vita al “Contratto di fiume” – Morino (capofila), Cappadocia, Canistro, Castellafiume, San Vincenzo Valle Roveto, Civitella Roveto, Civita d’Antino e Balsorano – hanno deciso di chiedere immediatamente alla Regione Abruzzo e alla Provincia dell’Aquila, con i loro organi competenti, un incontro con l’obiettivo di attivare le misure urgenti e di prospettiva strategica per la tutela del fiume e del territorio della Valle del Liri. «È necessario», ha continuato Ciciotti, «che venga effettuata dall’Arta una mappatura del Liri attraverso una serie di verifiche e di controlli che l’Arta deve effettuare su tutti gli scarichi che vanno a confluire sul Liri. È importante avere questi dati per poter poi capire come intervenire e da cosa andare a proteggere il fiume». Esistono già sul Liri due centraline Arta che monitorano le acque: una a Cappadocia, l’altra a Balsorano. In questo tratto, però, è difficile rintracciare eventuali anomalie e per questo è stato chiesto un incremento dei dispositivi. (e.b.)
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