Centri antiviolenza: raddoppiate le donne aiutate nel lockdown

24 Novembre 2020

SULMONA. Raddoppiano i casi di violenza sulle donne in lockdown. Il dato emerge dal rapporto annuale delle cooperative che, a livello locale, gestiscono le case rifugio e i centri antiviolenza. Ieri,...

SULMONA. Raddoppiano i casi di violenza sulle donne in lockdown. Il dato emerge dal rapporto annuale delle cooperative che, a livello locale, gestiscono le case rifugio e i centri antiviolenza. Ieri, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere, sono stati illustrati dati allarmanti in linea con quelli regionali e nazionali.
Li hanno forniti l’assessore al Sociale Manuela Cozzi, la consigliera comunale Deborah D’Amico, il presidente della Horizon Service Gennarino Settevendemmie e la coordinatrice del centro anti-violenza e componente della stessa cooperativa Laura Di Nicola. I dati raccolti nei servizi gestiti dalla Horizon Service confermano quanto rilevato dalle statistiche nazionali e internazionali. «L’emergenza Covid-19 e il lockdown hanno dimostrato come le donne che subiscono violenza e i loro figli sono le principali vittime dello sconvolgimento sociale ed economico creato dalla pandemia», hanno spiegato i componenti della Horizon. Solo in Abruzzo le utenti che si sono rivolte al numero verde nazionale sono state 235, 100 in più rispetto all’anno precedente, mentre nella provincia dell’Aquila sono state 34, più del doppio rispetto all’anno precedente. I dati non tengono conto delle chiamate dirette ai centri, tra cui “La Libellula” di Sulmona, gestito dalla Horizon dal 2005. Il centro, quest’anno, ha accolto 41 richieste di aiuto e ha preso in carico 36 donne, segno della necessità di rispondere a un bisogno sempre presente sul territorio. Durante il lockdown le operatrici hanno rimodulato le proprie attività svolgendo i colloqui a distanza. Contestualmente è proseguita l’attività della “Casa delle Donne”. Sono state accolte 8 donne e 10 minori.
È stata attivata, inoltre, una struttura alternativa alla casa rifugio per la protezione delle donne vittime di violenza e dei loro figli, che, dallo scorso lockdown ha ospitato 6 donne e 9 minori, provenienti da tutta la regione. In aumento anche il numero di donne accolte, circa 10 quest’anno, nel centro antiviolenza gestito da “La Diosa”. «È fondamentale far conoscere quanto ancora sia preoccupante il fenomeno della violenza di genere», ha spiegato Cozzi, «e quanto sia importante la necessità della consapevolezza soprattutto da parte dei giovani».
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