Centro del servizio civile: il progetto all’Auditorium

L’AQUILA. Sorgerà all’Aquila il Centro nazionale del servizio civile universale, finanziato con circa 60 milioni di euro del Fondo complementare del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)...
L’AQUILA. Sorgerà all’Aquila il Centro nazionale del servizio civile universale, finanziato con circa 60 milioni di euro del Fondo complementare del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) previsto per il cratere del terremoto, con la firma dell’architetto Alfonso Femia, e sarà un modello di rigenerazione urbana perché andrà a riconvertire parte dei circa quattromila alloggi del Progetto Case, realizzati nel 2009 per offrire un tetto a migliaia di sfollati del terremoto. Il progetto è stato presentato in occasione del seminario sulla riqualificazione e rigenerazione urbana, nell’ambito del cartellone del festival “Riscoprire l’Europa”, nell’Auditorium del Parco alla presenza, tra gli altri, degli studenti degli istituti superiori Da Vinci-Colecchi e Amedeo d'Aosta che avevano partecipato al pre-Festival rivolto alle scuole. Presenti anche i rappresentanti degli ordini degli ingegneri e degli architetti.
Si prevede che il Centro, a regime, accoglierà 2.500 volontari che saranno formati e svolgeranno attività di servizio alle comunità del territorio. L’oggetto del progetto è la valorizzazione del patrimonio attraverso interventi di recupero, riqualificazione, riconversione ed efficientamento energetico degli alloggi, con attenzione rivolta alla realizzazione di infrastrutture e servizi, nonché alla rigenerazione degli spazi aperti e all’arredo urbano delle aree circostanti ai complessi abitativi.
«Nella nostra città gli interventi di rigenerazione urbana devono potersi armonizzare con quelli della ricostruzione post sisma», ha commentato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, «questa è la grande sfida che ci poniamo come amministrazione di un capoluogo di regione dal carattere unico, dove è in atto un processo evolutivo senza precedenti».
«Bisogna combattere il consumo di suolo ed è un bene che il Pnrr abbia previsto risorse per la rigenerazione urbana», ha detto Guendalina Salimei, architetto di T-Studio, che nel 2010 ha partecipato alla XXII Biennale di Venezia con il progetto “E-picentro” che propone una riflessione critica sulle azioni e realizzabili nel difficile periodo di transizione tra l’abbandono dell’Aquila e la sua ricostruzione. «L’Italia è piena di aree ed edifici che possono essere riqualificati e rigenerati, c’è una enorme quantità di cubatura residua per cui si potrebbero fare case nelle case», ha aggiunto Salimei, «anche la politica dovrebbe occuparsene di più, anche perché anche la salute è legata al sistema delle città».
All’Auditorium del Parco è intervenuto anche Salvatore Provenzano, titolare dell’Usra: «Il Pnrr, in linea con quanto programmato a livello europeo, si pone quale strumento di rilancio globale per l'economia dei territori ed in particolare, nell'ambito territoriale locale, agisce attraverso interventi di sistema sia in maniera diretta, attraverso la quota parte già destinata alle aree del terremoto del Centro Italia, sia attraverso uno strumento preciso che andrà ad agire su azioni specifiche in grado di dare uno slancio aggiuntivo all'opera di ricostruzione ormai in atto».

