Centro di ricerca, ecco il piano di risanamento
La Regione stanzierà 2,1 milioni entro il 2025. Imprudente: «Così rilanciamo la struttura»
AVEZZANO. Un piano di risanamento da 2 milioni 156mila euro per il Consorzio di ricerca unico d’Abruzzo di Avezzano (ex Crab) è stato varato dalla giunta regionale. È previsto il riequilibrio finanziario per la struttura di ricerca di via Pertini che negli ultimi mesi di pandemia è stata un attivissimo centro per eseguire i tamponi. L’intervento della Regione prevede un contributo straordinario di 500mila euro nel 2021, di 390mila euro nelle annualità 2021 e 2022 e l’importo residuo di 876.360 euro da erogare nel 2024 e 2025 per completare il processo.
«Il piano farà sì che nel 2025 il Crua potrà considerarsi a regime e camminare con le proprie gambe», sottolinea il vicepresidente della giunta con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, «si tratta del passaggio finale di un percorso molto complesso, che è parte del programma di governo del presidente Marsilio, seguito in prima persona fin dall’inizio, che consente di dare un futuro e una prospettiva a un Ente che era stato assolutamente abbandonato al suo destino a causa della grave situazione debitoria e, dunque, sostanzialmente fermo. Nel processo avviato sono state individuate possibili attività da demandare al Centro di ricerca, caratterizzate principalmente dall’implementazione di servizi di interesse del settore agricolo ed è stato ponderato un successivo intervento finanziario della Regione Abruzzo per la copertura delle posizioni debitorie. Sono particolarmente soddisfatto perché si è arrivati a un piano serio, dettagliato, ma soprattutto lungimirante, che darà un nuovo inizio un’eccellenza regionale».
Imprudente ha condotto una serie di confronti con Enti in grado di offrire un contributo al superamento delle criticità finanziarie. «In più sono state avviate interlocuzioni con l’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise, con cui si è deciso di approntare un progetto comune», conclude Imprudente, «il Crua dovrà occuparsi della ricerca, della valorizzazione, della qualità dei prodotti agroalimentari, delle esigenze delle aziende agricole e di altre nuove attività e servizi tra i quali le analisi legate al ciclo integrato delle acque». (r.rs.)
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