Centro psichiatrico chiuso Di Nino striglia la Regione
PRATOLA PELIGNA. Centro psichiatrico chiuso da oltre tre mesi e i familiari dei pazienti sollecitano soluzioni tempestive. L’appello a fare presto è stato raccolto dal sindaco Antonella Di Nino che,...
PRATOLA PELIGNA. Centro psichiatrico chiuso da oltre tre mesi e i familiari dei pazienti sollecitano soluzioni tempestive. L’appello a fare presto è stato raccolto dal sindaco Antonella Di Nino che, a sua volta, si rivolge alla Regione. «Attendiamo l’approvazione della delibera della giunta regionale sui fabbisogni», ha detto il primo cittadino, «che sola può consentire la definitiva soluzione del caso e la riapertura del centro psichiatrico». Quest’ultimo si trova all’interno nella stessa sede che ospita il centro diurno per l’autismo di Pratola Peligna. Una struttura che era stata chiusa a seguito di un controllo dei carabinieri del Nas e riaperta a tempo di record. Non è stato così per il centro psichiatrico dove i sei utenti, da oltre tre mesi, sono stati dislocati in una casa famiglia a Bazzano (una frazione dell’Aquila) e in una struttura protetta ad Avezzano.
«Stiamo lavorando per riportare questi pazienti vicini alle loro famiglie, ma la Regione deve tornare a fare politica mettendo da parte le beghe interne e l’immobilismo seguito all’elezione al Senato del governatore Luciano D’Alfonso».
A far sentire la loro voce sono anche i vertici della cooperativa sociale “Lavoriamo Insieme” che sul centro psichiatrico non ha ricevuto nessuna comunicazione dal giorno della chiusura. A spingere sulla riapertura della struttura di Pratola anche il Tribunale per i diritti del malato. «I pazienti attendono da troppo tempo di avere cure e assistenza», ha detto Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tdm, «la politica deve fare il suo dovere per dare risposte alle persone che hanno necessità di cure e assistenza». Ma della riapertura della struttura per ora non c’è traccia e per i pazienti e le loro famiglie continuano i disagi. (f.c.)
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