Centro senza auto «I cittadini dicono sì all’isola pedonale»

4 Settembre 2015

Il comitato mobilità sostenibile attacca i commercianti: «La crisi non si risolve con le strade intasate dal traffico»

AVEZZANO. Otto avezzanesi su dieci dicono sì all’isola pedonale permanente. Il comitato mobilità sostenibile, insieme al Wwf Marsica e all’Ethnobrai, ha intervistato 103 cittadini sull’eventuale chiusura definitiva delle strade del centro al traffico. Nonostante lo scetticismo espresso nei giorni scorsi dal comitato dei commercianti e da alcuni esponenti politici, agli avezzanesi l’isola permanente piace.

«Manifestiamo il nostro disappunto e sconcerto di fronte alle continue esternazioni dei rappresentanti delle associazioni di categoria dei commercianti che pretendono di scaricare sui cittadini e sui pedoni le conseguenze della crisi economica», hanno spiegato dal comitato mobilità sostenibile, «con il piano urbano parcheggi del 1996 sono stati creati oltre 2mila posti-auto in centro e altri 400 negli ultimi 3 anni, ma tutto ciò non ha risolto il problema del traffico bensì lo ha aggravato: più parcheggi portano più auto. Il Piano regolatore impone la creazione di tre aree pedonali permanenti e il Comune nel giugno 2010 si è impegnato a creare un’isola pedonale permanente alternativa a corso della Libertà ben più ampia della minuscola “crocetta” di via Cataldi, via Corradini e corso della Libertà. Nel 2012 è stata imposta al Comune la sperimentazione della chiusura al traffico il sabato dalle 17 alle 24, ma risultò insufficiente ed è stata eliminata la zona a traffico pedonale». Viste le vicissitudini degli ultimi anni il comitato ha chiesto al Comune un deciso cambio di marcia. Finora, infatti, la patata bollente dell’isola permanente è passata da un amministratore all’altro. Nessuno, però, ha trovato una soluzione. L’assessore alla viabilità, Roberto Verdecchia, negli ultimi giorni ha confermato che la chiusura al traffico permanente si farà entro la fine dell’anno così come previsto dalla sentenza del Tar.

«Gli interessi particolari di categoria non devono prevalere sul diritto alla salute», hanno continuato gli ambientalisti, «e a una città vivibile che è di tutti di cittadini. I rappresentanti delle associazioni di categoria mentono sapendo di mentire quando affermano che vogliono contemperare le loro esigenze con i diritti dei cittadini. È evidente che la crisi di mercato non può essere creata da un’isola pedonale che di fatto non c’è mai stata. È altresì evidente che gli affitti dei locali commerciali in centro sono troppo alti e che forse a cambiare idea dovrebbero essere gli affittuari delle strutture. Le strade sono della collettività e non di una sola categoria di cittadini. Chiediamo che venga avviato un discorso di trasparenza, che ci siano con tutte le associazioni e che la mini area pedonale della crocetta venga attuata tutti i giorni dell’anno il prima possibile. Non aspettiamo l’arrivo di un commissario per evitare assunzioni di responsabilità verso i cittadini. L’area pedonale non va pensata solo in determinati giorni o festività, perché così facendo non si va verso quel cambiamento culturale sul fronte della mobilità che la Comunità europea ci chiede».

Eleonora Berardinetti

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