Centro storico, il 60% dei negozi aperti è una nuova attività

15 Gennaio 2020

Questionario sul commercio del Gran Sasso Science institute Il 62% di attività non ha ricevuto sovvenzioni post-sisma

L’AQUILA. Oltre il 60% delle attività commerciali che hanno riaperto in centro storico non esisteva prima del terremoto e ben il 62% non ha beneficiato di alcun tipo di sovvenzione. Due su tutti i dati più eclatanti rilevati dall’indagine condotta dal Gran Sasso Science Institute (Gssi), a settembre dello scorso anno, su un campione di 130 commercianti del centro.
Il questionario è stato sottoposto a oltre il 60 per cento delle attività presenti che, a conti fatti, sono più di 200. Un monitoraggio per capire com’è cambiata la fisionomia del cuore della città, in termini commerciali ed economici, quali sono, al momento, i punti di caduta e che tipo di supporto può essere dato per incentivare la ripresa.
La statistica, elaborata dalla pro-rettrice del Gssi, Alessandra Faggian, che è anche direttrice dell’area Scienze sociali della scuola superiore universitaria, in collaborazione con la ricercatrice Giulia Urso e il dottorando Paolo Bottero offre spunti interessanti.
«Abbiamo avuto modo di analizzare quali tipologie merceologiche stanno rientrando in centro e quali difficoltà incontrano in questo percorso», spiega Faggian. I numeri sono esplicativi di una realtà in divenire: su 130 commercianti intervistati, più del 60 per cento ha avviato una nuova attività, che non esisteva prima del sisma del 2009, mentre il 56% dei titolari di negozi tornati in centro, già attivi prima del terremoto, ha riferito come gli affari vadano peggio rispetto al passato. E ancora, l’84% delle attività ha vissuto una crisi post-terremoto. «Il 48% dei negozi si è ricollocato in un luogo diverso rispetto alla precedente ubicazione», fa notare Faggian, che evidenzia anche l’incidenza, rispetto al campione preso in esame, del bando Fare centro, e di altri incentivi, sulla riapertura delle saracinesche. «Il 62% dei negozianti non ha ricevuto sovvenzioni per la ripresa post-terremoto e solo il 38% ha usufruito del bando Fare centro o di altre forme agevolative. Quanto alla tipologia degli intervistati, il 46% è donna, con un’età media di 41 anni. Il 33%, inoltre, non è originario dell’Aquila». Quanto alla collocazione fisica, su 130 esercizi commerciali, 123 hanno scelto un locale in pieno centro, 7 in via Strinella. Ben 79 su 130 le attività che hanno aperto ex novo, di cui 81 senza alcuni tipo di sostegno o incentivo. Appena una ventina i commercianti che hanno beneficiato di Fare centro».
Quanto alla tipologia, nel 3,85% dei casi si tratta di accoglienza e ricezione, il 40% dei negozi è legato al food e alla somministrazione di bevande, il 50 % rientra nelle tipologie classiche, lo 0,77% nei servizi turistici. Gli studi professionali rappresentano il 5,38%. «Il centro storico sta rinascendo», conclude Faggian, che ha sottolineato il ruolo di supporto del Gssi alla ricostruzione sociale, «ma occorre agire su tre leve: misure specifiche di intervento a supporto dei commercianti, eventi culturali che coinvolgano la comunità e il contributo degli aquilani, che devono tornare ad acquistare in centro».
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