Centrodestra diviso sulle primarie
Liris (Forza Italia): «Non funzionali». Silveri: «No a imposizioni»
L’AQUILA. Il centrodestra si spacca sulle primarie. Caldeggiate da “Noi con Salvini”, che corre con il candidato Luigi D’Eramo, digerite a forza dalla lista civica “Riscatto popolare” di Giancarlo Silveri, «a patto che tutti siano d’accordo». Strumento legittimo, ma non funzionale al mantenimento della coalizione, secondo Guido Liris, candidato da Forza Italia, mentre non si sbilancia Pierluigi Biondi, scelto da Fratelli d’Italia-An. Troppe posizioni divergenti, su cui il centrodestra non riesce a trovare la quadra. Ma Fi avverte: «Andare divisi, con più candidati, significherebbe collezionare una sconfitta quasi certa».
D’ERAMO INCALZA. La posizione espressa da “Noi con Salvini”, per bocca di Luigi D’Eramo è inequivocabile: le primarie sono necessarie per individuare un candidato forte, condiviso dalla base, autorevole. Strada che D’Eramo ha tracciato da tempo «onde evitare una frammentazione dei voti».
GLI INDECISI. Sulle primarie non si è mai espresso chiaramente Pierluigi Biondi, candidato alle elezioni, nel centrodestra, per Fratelli d’Itali-An, mentre è nota la vicinanza dello stesso a Liris. Entrambi disponibili ad appoggiarsi a vicenda, nella scelta della candidatura definitiva. Anche Silveri, ex manager della Asl, a capo della lista civica “Riscatto popolare” sarebbe favorevole all’utilizzo delle primarie, «ma solo con una posizione unitaria di tutto il centrodestra». «Di fronte alla proposta delle primarie avanzata da Noi con Salvini», spiega Silveri, «c’è stata l’opposizione di Forza Italia, che vuole imporre il suo candidato, Liris, o in via subalterna, Biondi. Un aut aut che non può essere accettato: non tanto in questo momento di costruzione della coalizione quanto, in caso di vittoria, nel sistema di governo della città». Senza primarie, Silveri è pronto a correre da solo.
NO ALLE PRIMARIE. È Forza Italia lo zoccolo duro. «La coalizione a cui abbiamo lavorato per mesi», dichiara Guido Liris, capogruppo dei forzisti in consiglio comunale e vice presidente regionale del partito, «ha ragionato molto sul metodo di scelta del candidato sindaco da contrapporre al centrosinistra, oltre che sul programma. Dal tavolo che si è composto è emerso più di un dissenso alle primarie. Forza Italia non ritiene siano un metodo funzionale al mantenimento dell’unità della coalizione, pur essendo legittimo. Solo una coalizione granitica, completa e coesa può battere il centrosinistra». Liris charisce: «Non vi è alcuna alternanza con Biondi, né un accordo preconfezionato. Il candidato del centrodestra dovrà essere la sintesi di tutte le forze in campo. Nel caso in cui non si dovesse raggiungere l’intesa, sceglieremo la candidatura sulla quale si registreranno maggiori convergenze. Con più candati, la sconfitta sarebbe quasi certa».
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