Certamen, 67 in gara: cerimonia finale in teatro con Pagliai

Ragazzi alle prese coi versi sul mito di Perseo e Andromeda E l’Ordine forense darà un premio ai vincitori del concorso
SULMONA. È entrata nel vivo con la traduzione dei versi di Ovidio la ventesima edizione del Certamen Ovidianum in corso in questi giorni a Sulmona. I 67 studenti in gara sono stati chiamati a tradurre 38 versi tratti dal Quarto libro delle Metamorfosi Ovidiane, riguardanti il mito di Perseo e Andromeda. Un compito apparentemente semplice, tanto che gli studenti hanno accolto con soddisfazione la scelta della commissione.
«Non è proprio così», smorza gli entusiasmi Alessandro Colangelo, già preside del Liceo Classico e attuale presidente dell’associazione Amici del Certamen, «perché i versi di Ovidio nascondono sempre insidie e difficoltà soprattutto nella resa della traduzione. Per questo dico sempre che il verso ovidiano va “ruminato” per essere capito fino in fondo, per tradurlo nel modo migliore».
I giovani concorrenti hanno avuto a disposizione cinque ore per consegnare il compito che questa mattina verrà valutato dalla commissione presieduta dal professore Domenico Silvestri. «Ho sempre ritenuto che sia importante, accanto alla traduzione, il commento ai versi, perché con questo lavoro raffinato si stabilisce un rapporto tra i diversi poeti per raggiungere un arricchimento culturale», conclude Colangelo. Dopo la valutazione degli elaborati su Ovidio, la commissione designerà i vincitori che saranno premiati nella cerimonia che si svolgerà nel pomeriggio di oggi, a partire dalle 17, nel teatro Caniglia. Nel corso della premiazione l’attore Ugo Pagliai leggerà brani tratti da opere ovidiane e riceverà il premio Ovidio Giovani.
L’Ordine forense di Sulmona ha deciso di mettere in palio un premio in denaro per i vincitori del Certamen motivando l’iniziativa con il fatto che Ovidio fu condannato alla relegatio sul Mar Nero, una vicenda che rappresenta uno dei casi più significativi di ingerenza del potere politico al di fuori di ogni tutela da parte del potere giudiziario, nella vita dell’individuo.
«È stato importante tagliare il traguardo della 20esima edizione», sottolineao la dirigente del Polo Umanistico Caterina Fantauzzi, «ma le istituzione del territorio devono prestare maggiore attenzione a una manifestazione che rappresenta uno dei momenti più significativi di omaggio al nostro Ovi dio che pone la città di Sulmona al centro dell’attenzione internazionale». (c.l.)
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