Cerulli (Cittadinanzattiva): il servizio del pronto soccorso è male organizzato

Il dottor Aldo Cerulli, segretario regionale di Cittadinanzattiva, interviene dopo la denuncia di una donna che ha trascorso 7 ore al pronto soccorso del San Salvatore accusando un mal di testa che,...
Il dottor Aldo Cerulli, segretario regionale di Cittadinanzattiva, interviene dopo la denuncia di una donna che ha trascorso 7 ore al pronto soccorso del San Salvatore accusando un mal di testa che, secondo i medici, era da addebitare a «una presunta patologia cronica della paziente». Per poi scoprire, invece, che la donna aveva «un ematoma subdurale di 14 millimetri in fase subacuta tardiva», afferma il dottor Cerulli. Per cui «concordo con quanto affermato dal dottor Rinaldo Tordera (nella foto), direttore generale della Asl n. 1, circa l’afflusso di codici bianchi al pronto soccorso, che provocano una inappropriatezza che va a discapito di coloro che, invece, presentano patologie non trattabili altrimenti. Non concordo, invece, quando ritiene di addebitare agli utenti la colpa del ricorso inappropriato al pronto soccorso: abbiamo verificato che ciò avviene perché il servizio è male organizzato sul territorio (medicina di base e continuità assistenziale). E l’organizzazione del servizio è compito dei manager e non degli utenti», sottolinea Cerulli. «Nel caso specifico della paziente che ha trascorso 7 ore al pronto soccorso dell’Aquila, il 2 agosto la donna si è presentata con un trauma cranico; trattata e messa in osservazione breve, la Tac non avrebbe evidenziato anomalie. Persistendo il dolore alla testa», prosegue Cerulli, «il 23 agosto alle 11 la paziente ha fatto ricorso di nuovo al pronto soccorso, che ha chiesto una consulenza neurologica, arrivata con molto ritardo, alle 17. La consulenza ha addebitato il mal di testa alla pregressa patologia, senza ulteriori esami. La donna viene dimessa. Ma il 26 viene ricoverata perché il problema continua e le viene riscontrato l’ematoma. Chiedo a Tordera: se fossero stati fatti approfondimenti, non crede che oggi la paziente non sarebbe ricoverata in attesa del trattamento dell’ematoma?». (v.p.)

