CGIL CONTRO IL SINDACO

8 Febbraio 2017

La Cgil dell’Aquila esprime «tutta la sua perplessità in ordine alle scelte compiute dell’amministrazione comunale circa la localizzazione dei nuovi uffici in zone diverse dal centro storico del...

La Cgil dell’Aquila esprime «tutta la sua perplessità in ordine alle scelte compiute dell’amministrazione comunale circa la localizzazione dei nuovi uffici in zone diverse dal centro storico del capoluogo».

«Quello che serve alla nostra città», si legge nella presa di posizione del segretario provinciale Umberto Trasatti (nella foto) e del delegato della funzione pubblica Francesco Marrelli, «sono infatti politiche che favoriscano il reinsediamento degli uffici pubblici nel centro storico, così da incentivare non soltanto il ritorno dei residenti ma anche quello delle attività direzionali, commerciali e terziarie. Attività che spingerebbero la ripresa del cuore antico della città, e con essa la fiducia che può portare non soltanto al riavvio delle attività presenti prima del terremoto, ma anche all’arrivo di nuove aziende, studi e uffici privati». «Una politica che la stessa amministrazione comunale», dicono ancora Trasatti e Marrelli, «aveva iniziato con l’apertura degli uffici in Palazzo Fibbioni, e che per quanto ci riguarda va continuata con scelte volte alla riapertura nel centro storico delle nuove sedi degli enti pubblici. Da affiancare ai sostegni, anche finanziari, che la Regione e il Comune hanno deciso di mettere in campo con il nuovo bando a favore della riapertura delle attività commerciali, artigianali e terziarie nel centro storico aquilano». Di questo parere anche molti commercianti aquilani, i quali hanno deciso di restare in centro storico escludendo altre possibili localizzazioni e gli stessi residenti che, sia pure in numero limitato, sono tornati a vivere in centro. Anche a loro avviso il ritorno degli uffici comunali in centro è ineludibile se si vuole tentare di ripopolarlo. Una maggiore presenza di gente, a loro dire, sarebbe utile anche per riportare una sorta di controllo sociale contro topi d’appartamento e furti nei negozi che hanno da poco riaperto i battenti.