Chalet di Sant’Onofrio, otto anni di silenzi
Il punto ristoro rischia di restare chiuso anche la prossima estate. La Salvati: lavoriamo alla soluzione
SULMONA. Si avvicina a grandi passi l’estate e lo chalet ai piedi dell’eremo di Celestino V rischia di restare chiuso per l’ottavo anno consecutivo.
Per questo a palazzo San Francesco si lavora sulla questione usi civici, che ha lasciato in stand by l’area e che ha complicato la gestione di molti spazi comunali.
«Stiamo lavorando sulla questione e speriamo di risolverla prima dell’estate», interviene il consigliere di maggioranza, Roberta Salvati, «spazi come quelli dell’eremo di Celestino V o del parco fluviale devono essere fruibili sempre e non possono essere lasciati preda di vandali e degrado. Ci crediamo e stiamo lavorando per la risoluzione di ogni blocco che impedisce la gestione di queste aree. In particolare sull’eremo sappiamo che c’è un’associazione pronta da sempre a collaborare».
Il riferimento è all’Associazione celestiniana, presieduta da Giulio Mastrogiuseppe, che ha gestito per anni lo chalet. Sulla vicenda è sorto il problema degli usi civici e della proprietà comunale su un terreno demaniale, sollevata nel 2015 dall’allora consigliere di minoranza Luigi La Civita. Una questione puramente formale sulla superficie di appena 60 metri quadri occupata dallo chalet.
Di fatto la struttura è chiusa dal 21 maggio del 2010, perché il 5 febbraio dello stesso anno l’allora sindaco Fabio Federico firmò l’ordinanza con cui venne disposta l’impraticabilità del sentiero in seguito alla caduta di alcuni massi. Appena tre mesi dopo, il 21 maggio, venne disposta anche l’interdizione dell’intera zona, chalet di Sant’Onofrio e tempio di Ercole Curino compresi. Dopo aver più volte sollecitato una decisione, l’Associazione celestiniana aveva presentato a gennaio del 2011 una diffida al Comune e la giunta, nei mesi successivi, aveva disposto la conferma dell’affidamento, poi bloccata nel consiglio comunale del maggio successivo a causa dell’eccezione sugli usi civici.
Ma intanto resta chiuso l’unico punto ristoro di una delle zone più suggestive e note del Centro Abruzzo. Una struttura della quale anche quest’estate rischiano di non poter usufruire i tanti turisti arrivati sul Morrone, alla scoperta di quei luoghi suggestivi e spirituali. Del resto anche papa Ratzinger, in visita a Sulmona il 4 luglio del 2010, dovette accontentarsi di sorvolare l’area a bordo di un elicottero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

