Chalet, la gestione ai celestiniani fino a dicembre 2020

5 Febbraio 2015

Passa la delibera comunale che conferma l’Associazione Addio alle polemiche, stabilito canone annuo di 2.160 euro

SULMONA. Sarà l’Associazione celestiniana a gestire per altri sei anni lo chalet dell’eremo e gli ex uffici postali a valle. Approvata ieri in commissione Bilancio la delibera di giunta, che prevede l’affidamento fino a dicembre 2020 a 2.160 euro di canone annuo. Il documento è stato approvato coi voti favorevoli dei soli consiglieri di maggioranza, che però hanno chiesto di verificare i crediti vantati dal sodalizio per alcuni lavori di manutenzione straordinaria, richiamati nella diffida fatta arrivare in Comune. Secondo i funzionari e i dipendenti comunali, intervenuti in commissione, non risulterebbero atti sugli interventi fatti. La seduta è andata avanti per più di tre ore, con la netta divisione fra maggioranza e minoranza, schierate da una parte col rinnovo della gestione e dall’altra con la necessità di aprire ad altri sodalizi, come hanno chiesto tre associazioni che fanno capo alla Fondazione Morrone.

«Rinnoviamo l’affidamento all’Associazione celestiniana, ma allo stesso tempo diamo la possibilità anche ad altri di partecipare» è intervenuto il consigliere Mario Sinibaldi (Psi) «un Comune deve fare un percorso equo, in grado di ascoltare tutti e di non escludere nessuno».

Ma l’apertura sollecitata dai banchi della minoranza si è scontrata col parere legale dell’ufficio comunale, che avalla alla diffida. Posizione che è servita anche a convincere il consigliere di maggioranza Salvatore Di Cesare (Sel), scettico all’inizio sul rinnovo. «Ora è importante confermare la gestione all’Associazione celestiniana per riaprire la struttura» ha detto «poi faremo future integrazioni sulle eventuali altre proposte che arriveranno anche sul Campo 78. Col mio voto favorevole, però, chiedo la verifica dei crediti vantati nei confronti del Comune».

Oltre alla critica sui contenuti, la minoranza si è concentrata anche sui tempi del rinnovo. «Sei anni sono troppi» ha avvertito Gianfranco Di Piero «un conto è proseguire l’affidamento avviato e poi stoppato in seguito al sisma, un altro è confermare per altri sei anni. Noi non siamo contrari in linea di principio, ma chiediamo maggiore chiarezza anche sull’uso commerciale dello chalet».

La tesi della “delega in bianco” criticata dall’opposizione ha scatenato la dura reazione del consigliere Alessio Di Masci. «Dobbiamo vergognarci» ha urlato «stiamo qui a esaminare ogni cavillo, senza riconoscere il lavoro di trenta anni di un’associazione. Abbiamo già perso più di dodici ore per arrivare all’unica decisione sensata del rinnovo».

«Rinnovo di coscienza», dunque, come l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Goti, va ripetendo da tempo e ha ribadito anche ieri, sotto lo sguardo dei rappresentanti dell’Associazione celestiniana e dei “rivali”.

Federica Pantano

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