Che fine ha fatto lo studio del Comune?
L’AQUILA. Le ultime notizie risalgono all’agosto scorso quando, su proposta dell’assessore alle opere pubbliche, Maurizio Capri, la giunta comunale ha approvato «un atto di indirizzo sullo studio di...
L’AQUILA. Le ultime notizie risalgono all’agosto scorso quando, su proposta dell’assessore alle opere pubbliche, Maurizio Capri, la giunta comunale ha approvato «un atto di indirizzo sullo studio di fattibilità degli interventi post-sisma, per gli immobili di edilizia residenziale pubblica di San Gregorio».
Dopo l’approvazione dell’atto di indirizzo, però, sono passati altri cinque lunghissimi mesi e il silenzio è tornato a calare sulla questione. L’atto di indirizzo, spiegava all’epoca l’assessore, prevede l’abbattimento del corpo centrale, il famoso plesso E, tanto per intenderci. Sarebbe intenzione del Comune, inoltre, quella di non ricostruire quel l’edificio ma di adeguare gli altri corpi dal punto di vista strutturale, energetico e impiantistico, oltre che realizzare un nuovo fabbricato della superficie lorda di circa 600 metri quadrati. Il nuovo edificio dovrebbe «inglobare gran parte dei servizi di quartiere».
Lo studio prevede, inoltre, il rifacimento dei sottoservizi, soprattutto del sistema fognario, che presenta parecchie criticità sin dalla realizzazione del plesso. Il senso è quello di restituire ai residenti un contesto completamente rinnovato. Il costo stimato per tutti gli interventi è di circa 13 milioni, importo di gran lunga inferiore, spiegava sempre Capri, ad altre ipotesi analizzate. Il problema è sempre lo stesso: quando accadrà tutto questo? Le persone che vivono con le crepe in casa, a pochi metri dagli edifici che rischiano di crollare da un momento all’altro, sono esasperate da sette anni di silenzi e mancate risposte. Forse, sarebbe il caso di accelerare un po’. (a.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

