Chiantini: finora solo autocandidature ma nessun progetto

L’ex consigliere comunale richiama i tanti aspiranti sindaci a mettere in campo i programmi per il futuro della città
AVEZZANO. Autocandidature a “go-go” per la fascia tricolore, ma di progetti per declinare il futuro di Avezzano non si vede ancora l’ombra. L’ex consigliere comunale di centrodestra, Alfredo Chiantini, esorta «chi si autolegittima a essere candidato a sindaco e salvatore di Avezzano a fare qualche passo indietro per riportare la sfida elettorale sui binari giusti, a partire da un serio programma di sviluppo economico di Avezzano e della Marsica». Chiantini, seppur senza nominarli, esorta i diversi aspiranti sindaci, a invertire l’ordine delle priorità mettendo in cima al progetto politico il programma, andando oltre il mercato, il t-red e l’isola pedonale che «non incidono sul futuro».
« A tutti chiedo di immaginarsi Avezzano tra qualche anno», sottolinea, «e proporre le politiche economiche che la salveranno da spopolamento e morte, non solo commerciale, ma della comunità. Questa è la competenza che deve avere il prossimo sindaco: e i tanti auto-candidati si mettano l’anima in pace, non se la possono riconoscere autonomamente».
Chiantini, però, non si limita a dare una sferzata agli aspiranti sindaci senza programma, ma va oltre, mettendo sul tavolo una proposta politica fondata in primis sulle risorse inesauribili del territorio, i prodotti del comparto agricolo fucense, che sembra l’inizio di un cammino.
«Abbiamo dinanzi sfide importanti», ricorda, «innanzitutto è necessario ripensare Avezzano senza vederla legata solo alla LFoundry. L’azienda è stata certamente una risorsa – forse lo sarà ancora per una decina d’anni – ma se continueremo a sostenere l’economia solo sulla sua permanenza nella Marsica arriveremo alla paralisi economica. E non serve dire che mancando il sito Avezzano muore, come se non ci fossero da anni segnali evidenti di morte cittadina; con una disoccupazione giovanile pesante, un forte pendolarismo e un crescente disagio sociale». Segnali inequivocabili, per l’ex consigliere, di una deriva da contrastare con una strategia politico-amministrativa in chiave futura.
Per questo Chiantini chiede uno sforzo di «riconversione culturale e industriale. Si mettano sul tavolo progetti e investimenti sulle infrastrutture», chiosa l’ex consigliere comunale, «nodo centrale per lo sviluppo del territorio. Si ragioni sulla nascita di una piattaforma logistica dell’agroalimentare, anche con un consorzio di privati, per attrarre capitali, pure stranieri, sulla risorsa più importante del territorio: la terra!».
«I prossimi dieci anni», continua ancora Chantini, «saranno centrali per disegnare il futuro di questo nostro territorio: allora chiedo di abbandonare egoismi e particolarismi. Ci siano pochi candidati, seri e non autoreferenziali, con un progetto per far crescere la città e i nostri figli».
Sulla piazza, comunque, aspettando la scesa in campo dei partiti, continuano a tessere la tela Carmine Silvagni, Mario Babbo, Gianluca Presutti, Walter Di Bastiano e Armando Floris, mentre altri per ora restano in posizione d’attesa.
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