Chiavi e cellulari dei 4 dispersi Si cercano dei segnali sul Velino

4 Febbraio 2021

Il sonar sorvola per ore vallate e canaloni. Perilli (Soccorso alpino): «Finora ricognizioni senza esito» Oggi le squadre tornano a ispezionare le piccole valanghe emerse dallo scioglimento della neve

MASSA D’ALBE. In cerca del segnale della speranza, un potente sonar Recco ieri ha sorvolato per ore il Monte Velino, agganciato a un elicottero dei carabinieri forestali di Rieti. Il dispositivo è arrivato al campo base di Forme direttamente dal Trentino Alto Adige insieme a un tecnico e a due unità cinofile del Soccorso alpino locale. «Il sonar ha bonificato tutta l’area di Valle Majelama, quella interessata dalla valanga, allargando le ricerche anche alle vallate circostanti», spiega il presidente del Soccorso alpino Abruzzo, Daniele Perilli, «il raggio è stato ampliato perché non ci sono certezze matematiche di dove si trovino esattamente i quattro dispersi che stiamo cercando da dodici giorni. Contemporaneamente, in quota sono saliti due cani da valanga del Trentino e dieci soccorritori pronti per eventuali interventi, mentre altre squadre hanno battuto nuovamente i sentieri risalendo le valli per una ricognizione visiva. In più», prosegue Perilli, «un elicottero ha effettuato una ricognizione della zona dall’alto in cerca di eventuali indizi. C’è stato anche un grande raccordo interforze e per la prima volta in Abruzzo abbiamo attuato delle tecniche mai impiegate prima, come il sonar Recco e le microcariche, che purtroppo non hanno dato l’esito che tutti speravamo». Da domenica 24 gennaio si cercano Tonino Durante, 56 anni, Gian Mauro Frabotta, 31, Gianmarco Degni, 26, e Valeria Mella, 25, tutti di Avezzano.
COME FUNZIONA IL RECCO. «Il Recco funziona con l’ascolto», spiega il presidente del Soccorso alpino abruzzese, «l’operatore indossa una cuffia e nel momento in cui il dispositivo capta e trasmette un segnale è in grado di valutarne l’entità in base all’intensità del suono. Ciò vuol dire», sottolinea Perilli, «che l’antenna emette un segnale diverso se intercetta un qualsiasi metallo o una piastrina Recco inserita negli indumenti da montagna. Un segnale ottimale arriva anche dai cellulari e dai telecomandi delle chiavi delle automobili. Sono tentativi e ce la stiamo mettendo tutta per la tragedia che ha colpito questa comunità e il dramma umano delle famiglie, ma non abbiamo avuto segnali. Domani (oggi per chi legge, ndc) le squadre torneranno in quota per ispezionare altre piccole valanghe emerse dallo scioglimento della neve al fine di fugare ogni dubbio. Purtroppo è una ricerca difficile per diversi aspetti», conclude il presidente del Cnsas Abruzzo, «Valle Majelama è molto vasta, 12 chilometri, l’unico riferimento che abbiamo è la posizione delle automobili e nonostante l’impegno dei cani da valanga non siamo riusciti ad avere alcun riscontro certo».
ELICOTTERO DELLA POLIZIA. Ieri al campo base è atterrato anche un elicottero della polizia di Stato. Si tratta del IX reparto volo di Pescara venuto a dare man forte per le operazioni di ricerca dei quattro escursionisti dispersi.
RECUPERO ROTTAMI. Intanto, a Fonte Capo la Maina sono incominciate le operazioni di recupero del gatto delle nevi precipitato sabato scorso sulla montagna prima di arrivare a Valle Majelama. Il mezzo battipista, messo a disposizione della Monte Magnola Impianti di Ovindoli, è stato sganciato dal pilota dell’Erickson per motivi di sicurezza. I rottami saranno recuperati con gli elicotteri dai vigili del fuoco.
TAMPONI RAPIDI. «Nelle prossime ore partirà un’operazione di screening per tutti i soccorritori presenti al campo base di Massa d’Albe», annuncia l’assessore regionale Guido Quintino Liris, «i tamponi rapidi saranno eseguiti dagli operatori messi a disposizione dalla Protezione civile regionale».
VERTICE CON MARSILIO. «Le speranze di ritrovarli vivi sono affidate solo ad un miracolo però nella nostra cultura e nella nostra civiltà non si abbandona nessuno, per questo continueremo a cercare». Lo dice il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ieri al campo base di Forme ha partecipato al consueto tavolo tecnico insieme al capo segreteria Massimo Verrecchia. «Lo spirito di solidarietà che c’è in questa comunità è un dono molto prezioso», conclude il governatore ponendo l’accento sul «grande cuore e lo spirito di comunità mostrato dai cittadini di tutta la Marsica».
LA PROPOSTA. Portare sul Velino un’amplificazione di segnale Gsm/Umts per avere una buona copertura totale su tutti i sentieri montani. È la proposta di Francesco Neri di Realtà popolare Abruzzo che ha provato a calcolare uno studio di fattibilità. «Tecnicamente si potrebbe portare un sistema di amplificazione in zone dove oggi c’è assenza di segnale tramite antenne che catturano segnali deboli esistenti dalle stazioni radio base e li amplifica in segnali forti tramite apparati radio e dispositivi di alimentazione a batteria che, con l’ausilio di pannelli fotovoltaici, possano dare continuità agli apparati e garantire almeno una chiamata di emergenza».
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