Chiesa avvolta dagli arbusti Ora serve un nuovo progetto

Sei milioni a disposizione per il restauro dopo i danni causati dal terremoto Ma il cantiere non parte a 13 anni dal sisma: vertice con i tecnici della diocesi
L’AQUILA. Il sagrato davanti alla facciata principale, messa in sicurezza dopo il sisma 2016, sembra ormai essersi trasformato in un parcheggio gratuito in pieno centro, soprattutto nelle serate d’estate più affollate, mentre al fianco del portone laterale spuntano arbusti e piante e l’edera si arrampica indisturbata sui tubi Innocenti delle impalcature. La chiesa capoquarto di Santa Giusta, nell’omonima piazza, resta uno dei “buchi neri” della ricostruzione. Eppure i fondi ci sono: 5 milioni derivanti dall’ultima delibera Cipes. «La chiesa non è stata dimenticata», assicura il rup (responsabile unico del procedimento), Augusto Ciciotti. «Il restauro dell’edificio è uno dei prossimi obiettivi del Segretariato ai beni culturali».
UN PROGETTO DA RIFARE
Il primo nodo da sciogliere per sbloccare la situazione di stallo in cui versa la chiesa è quello del progetto. Un elaborato, infatti, già esiste, ma dev’essere aggiornato. Il progetto per la riparazione, il consolidamento, il miglioramento sismico e il restauro, infatti, era stato commissionato dalla Curia prima del 2015 quando la competenza è passata definitivamente al ministero. «Nel giro di qualche settimana convocherò una riunione con il gruppo di progettazione incaricato dalla diocesi per procedere all’aggiornamento degli elaborati sulla base della disponibilità finanziaria», spiega Ciciotti.
I FONDI
Nella nuova delibera Cipes, che prevede finanziamenti per 113 monumenti dell’Aquilano ancora da ricostruire, è inserita anche la chiesa di Santa Giusta, per un importo di 5 milioni. Fondi che si aggiungono al milione e 200mila euro rimasti dalla precedente delibera (di quasi 2 milioni). Il finanziamento dovrebbe essere sufficiente per completare almeno la parte strutturale dell’edificio.
I DANNI
Durante il sisma 2009 è crollata la vela campanaria della chiesa e la sottostante porzione di parete dell’ala meridionale del transetto. Lesioni profonde sono state riportate dalle volte interne delle absidi e nelle cappelle laterali della navata principale con l’attivazione di meccanismi di ribaltamento. Danni diffusi, con parziali crolli e profonde lesioni, all’intero corpo di fabbrica sia nell’apparecchiatura costruttiva sia negli apparati decorativi.
INTERVENTI
Negli anni si sono susseguiti diversi interventi, a partire dalla messa in sicurezza effettuata in somma urgenza dalle squadre dei vigili del fuoco subito dopo il terremoto. Successivamente è stato realizzato un primo lotto di interventi che ha interessato tutta la parte absidale. A seguito del sisma 2016 è stato ottenuto un finanziamento di circa due milioni, parte del quale è stato utilizzato per un intervento necessario per contenere il meccanismo di ribaltamento della facciata. Nel contempo è stato richiesto un ulteriore finanziamento, arrivato nei mesi scorsi. Diversi sono stati anche gli interventi di bonifica per ripulire le antiche murature dalla vegetazione.

