Chiesa del Castello Paganica attende la ristrutturazione

L’appello di Alloggia: «Rappresenta l’identità del paese ma non c’è ancora un progetto per il suo recupero»
L’AQUILA. «A Paganica, tra le sette chiese di maggiore importanza solo quella di Santa Maria del Presepe, detta del Castello, la cui proprietà è del Comune dell’Aquila, non ha ancora un progetto per la sua ristrutturazione, mentre diverse famiglie sono già tornate ad abitare nel Rione Colle dove è collocata l’edificio di culto». Lo scrive in una nota Raffaele Alloggia cultore di storia paganichese.
«La chiesa del Castello», continua Alloggia, «è l’emblema e l’identità di Paganica. Come un’Acropoli è al centro del paese. Fu edificata nel 1605, proprio sulle rovine della fortezza del Castello di Paganica sorto a seguito del diploma del 1364 della regina Giovanna I D’Angiò. La fortezza fu rasa al suolo il 16 giugno 1424 dalle milizie di Antonuccio Camponeshi solo 14 giorni dopo la sconfitta di Braccio da Montone. Nel corso della Seconda guerra mondiale i tedeschi utilizzarono la chiesa come stalla per i loro cavalli. I paganichesi e in particolare gli abitanti del Rione Colle, hanno sempre tenuto molto alla chiesa del Castello tanto che nel luglio 1945, appena chiuso un periodo fra i più neri della nostra storia recente, a Paganica si costituì un comitato per promuovere una raccolta fondi per fare i lavori di restauro della chiesa. Così si legge nella lettera indirizzata all’epoca al Comune dell’Aquila: “Per lodevole iniziativa di alcuni naturali del luogo si è costituito in questo centro un comitato per promuovere la raccolta di fondi con i quali provvedere alle spese per i lavori di restauro della chiesa del Castello. Poiché trattasi di immobile di proprietà comunale, cui i paganichesi tengono in maniera particolare, si prega l’amministrazione centrale di voler rilasciare il necessario nulla osta, in modo che il predetto comitato possa senz’altro iniziare la sua opera”. Il 20 luglio 1945 il sindaco dell’Aquila autorizzò i lavori. Ora visto l’orientamento dell’attuale amministrazione comunale», continua Alloggia, «volto ad abbattere il Centro polifunzionale per farci le scuole è bene tenere conto che Paganica non ha spazi pubblici che possano ospitare più di qualche decina di persone. Il recupero dei grandi spazi della chiesa del Castello potrebbe sopperire a questo deficit che si protrae da sempre nella frazione più grande del Comune dell’Aquila. Già nei decenni scorsi, per forza maggiore, la chiesa – ora sconsacrata – è stata utilizzata per la “festa degli anziani”, per l’esibizione di associazioni corali, per spettacoli teatrali e altro. Credo di poter dire che rispetto al passato le cose sono un po’ diverse, ci sono i fondi per la ricostruzione ed eventualmente si potranno attingere risorse anche dal Pnrr ma non è sopportabile che a 13 anni dal sisma non si muova ancora nulla. A Paganica non ci sarà ricostruzione se non sarà ricostruito il suo emblema», conclude Alloggia.
CHIESA di SAN GIUSTINO
Il Segretariato regionale ai Beni culturali ha intanto affidato l’incarico professionale «per rilievi, verifica sismica, progettazione definitiva ed esecutiva della chiesa di San Giustino a Paganica», relativamente a «interventi urgenti di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e salvaguardia dello storico edificio (che si trova oggi inglobato nel cimitero della frazione). Per i lavori sono disponibili 250.000 euro. Circa 12mila sono per la progettazione affidata all’ingegner Massimiliano Eusanio. (g.p.)
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