Chiesa di Santa Maria Paganica alle prese con problemi statici

Ieri nuovo vertice per avviare la fase di restauro a dodici anni dal terremoto: stabiliti i tempi di azione Chiusura della fase progettuale entro ottobre, ma i lavori non partiranno prima della prossima estate
L’AQUILA. Concludere la fase progettuale il prossimo mese per cominciare i lavori di ricostruzione della chiesa di Santa Maria Paganica entro l’estate. È con questo obiettivo che si è svolto, ieri, l’incontro tra il nuovo rup (responsabile unico del procedimento), Francesco Longobardi, e il gruppo di progettazione della chiesa, alle prese con aggiornamenti e verifiche dell’elaborato iniziale: un primo progetto, infatti, è stato redatto dalla diocesi, proprietaria dell’edificio, subito dopo il terremoto del 2009, prima della norma dell’agosto 2015 che stabilisce che anche le chiese devono essere equiparate a edifici pubblici.
CAMBIO AL VERTICE
Il rup, nominato in queste settimane, sostituisce il segretario regionale Nicola Macrì che inizialmente aveva assunto l’incarico “ereditandolo” dal predecessore, Stefano D’Amico. Longobardi, con la riunione di ieri, ha voluto fare il punto della situazione e conoscere il gruppo che sta lavorando sulle ultime modifiche al progetto. «Il nuovo elaborato è quasi pronto: si stanno facendo gli ultimi aggiornamenti in base alle prescrizioni di Segretariato e Soprintendenza», assicura il direttore dei lavori Augusto Ciciotti.
COPERTURA FINANZIARIA
L’obiettivo, appunto, è far partire il cantiere la prossima estate, almeno per realizzare un primo stralcio d’interventi: attualmente, infatti, c’è una copertura finanziaria limitata, appena 5.400.000 euro, derivanti dal progetto “L’Aquila centro storico” che comprende anche il Duomo e le mura. Con questa copertura si potrà portare a termine soltanto un primo lotto di lavori: la chiesa complessivamente, infatti, avrebbe bisogno di un intervento di circa 20 milioni.
L’AREA PRIORITARIA
«Per questo è necessario individuare un’area prioritaria», spiega Ciciotti, al termine della riunione. «Ci siamo confrontati appunto sulla questione: si è ipotizzato di intervenire in primis sulla parte presbiteriale, posteriore, che confina con la strada. In ogni caso, se dovessimo rilevare che ci sono altre porzioni, tratti murari o della facciata, che possono rappresentare un pericolo, s’interverrà anche su queste superfici. Il progetto è in fase di aggiornamento e conclusione, stiamo sollecitando il gruppo di lavoro affinché sia rapido nell’elaborazione dei documenti da aggiornare», continua il direttore. «Presumibilmente nell’arco di un mese può essere consegnato il nuovo progetto, che poi il Segretariato dovrà acquisire. Verranno inoltre chieste le necessarie autorizzazioni, dovrà essere portata a termine la verifica preventiva e, una volta ottenuto il rapporto di verifica da parte di una società esterna, il rup potrà validare il progetto che poi andrà a gara». Un iter ancora lungo che dovrebbe portare nei prossimi mesi all’apertura del cantiere, salvo intoppi.
IL PROGETTO
«È prevista una ricostruzione più o meno fedele dell’originale, seppur con innovazioni a livello materico relative alle integrazioni necessarie», spiega Ciciotti. «L’intervento sarà rispettoso della storia della chiesa, si procederà sulla base di dati fotografici, bibliografici e documentali, per riproporre la spazialità così com’era, ma saranno introdotte necessariamente integrazioni: ci sono ampie porzioni di murature da ricostituire per garantire la stabilità di tutto l’organismo. C’è infatti un grosso problema di tipo statico».
NUOVI FONDI
Da tempo è stata depositata una nuova scheda di finanziamento alla Struttura di missione, per l’approvazione Cipe.
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