Chiesa di Valle Pretara: passo verso la riapertura

L’AQUILA. Il Provveditorato alle Opere pubbliche ha affidato, per una cifra vicina ai centomila euro la progettazione definitiva ed esecutiva per la ristrutturazione della chiesa di Santa Maria...
L’AQUILA. Il Provveditorato alle Opere pubbliche ha affidato, per una cifra vicina ai centomila euro la progettazione definitiva ed esecutiva per la ristrutturazione della chiesa di Santa Maria Mediatrice, che è la parrocchiale del popoloso quartiere di Valle Pretara (quasi 4mila parrocchiani). La stazione appaltante è il Provveditorato perché si tratta di una struttura costruita meno di 70 anni fa.
LA CHIESA
La chiesa di Santa Maria Mediatrice di Valle Pretara dal punto di vista architettonico è la prima chiesa aquilana del dopoguerra, realizzata nel 1959 su progetto dell’ingegner Pierluigi Inverardi. In fase di costruzione, alcune pietre provenienti dalla quattrocentesca chiesa di Santa Maria del Popolo, demolita, furono riapplicate nell’abside e nelle cappelle del transetto. È a una navata con abside poligonale e due ampie cappelle. La Parrocchia di Santa Maria Mediatrice fu canonicamente eretta il 1° maggio 1954 dall’allora arcivescovo dell’Aquila Costantino Stella. Il terremoto del sei aprile 2009 ha provocato danni non evidentissimi ma che hanno reso l’edificio inagibile.
L’EDIFICIO PROVVISORIO
Nel 2020 grazie all’intervento dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi e ai fondi del 5 per mille messi a disposizione dalla Cei è stato realizzato, sulle ceneri di vecchie strutture adibite a lungo a circolo sportivo, un centro parrocchiale che per adesso viene utilizzato anche per le cerimonie religiose.
LA SOLLECITAZIONE
Sulla mancata ristrutturazione della chiesa, nel 2019 intervennero, con una lettera inviata al governo nazionale, l’allora assessore alle Politiche sociali Francesco Cristiano Bignotti e il consigliere Roberto Santangelo (oggi presidente del consiglio comunale). «Da sempre – scrissero i due amministratori – la parrocchia è un punto di riferimento per la vita sociale della comunità e ha continuato ad esserlo anche dopo il sisma, nonostante la costrizione, che dura ormai da anni, di svolgere tutte le funzioni liturgiche, le attività dei bambini e dei vari gruppi parrocchiali in stanze provvisorie e inadeguate. Ovviamente questi spazi non permettono di portare avanti tutte le attività nel modo adeguato. Il quartiere di Valle Pretara – si leggeva ancora – è il primo edificato fuori le mura storiche della città. Bisogna difendere queste realtà a partire dai luoghi identitari che sono parte del tessuto sociale della nostra città. Grazie al gran lavoro del parroco, don Martino, e di alcuni parrocchiani, vengono svolte in questi piccoli spazi molte iniziative che coinvolgono giovani, famiglie e anziani. Si tratta di attività che vanno anche oltre i riti religiosi caratterizzandosi per svolgere una vera e propria azione sociale per l’intero territorio». Ora, dopo quasi 14 anni, finalmente per la chiesa qualcosa comincia a muoversi.
PIZZOLI
C’è un’altra chiesa nel territorio aquilano che se pur parzialmente agibile attende da anni i fondi per la ristrutturazione. Si tratta della chiesa parrocchiale di Pizzoli anch’essa di recente costruzione (risale al 1964) e quindi ha come stazione appaltante il Provveditorato alle Opere pubbliche. Per Pizzoli non solo non è in corso la progettazione ma non risulta che siano stati nemmeno stanziati i fondi. (g.p.)
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