Chiesa e convento da demolire: ultima parola al Consiglio di Stato

24 Luglio 2021

Sarà impugnata la sentenza del Tar sul complesso in piazza d’Armi che ospita la mensa dei poveri Giorgi (Movimento Celestiniano): decisione a metà, la struttura è unica. Riparte dialogo con il Comune

L’AQUILA. Sarà il Consiglio di Stato a dire l’ultima parola nella vicenda giudiziaria della Fraterna Tau. La Onlus, che gestisce mensa dei poveri e centro servizi nel complesso di piazza d’Armi di cui fa parte anche la chiesa, impugnerà la sentenza del Tar con cui è stata solo parzialmente bloccata la demolizione delle strutture realizzate nell’immediato post-sisma. Nel frattempo, però, proseguirà il confronto avviato con il Comune per la revisione dell’atto firmato dal dirigente Domenico de Nardis che ha disposto lo smantellamento del complesso.
Contro il provvedimento è stato presentato il ricorso al Tar che, dopo la sospensione, ha decretato il parziale annullamento della decisione. La sentenza esclude la possibilità di demolire la mensa e il centro di accoglienza, ma conferma la validità dell’ordinanza nella parte in cui prospetta l’abbattimento di chiesa e convento. Queste due ultime strutture provvisorie, in sostanza, non sarebbero più necessarie in quanto sono state ripristinate quelle originarie danneggiate dal terremoto. «Si tratta di una decisione a metà», sottolinea Paolo Giorgi, presidente del Movimento Celestiniano che coordina le attività di mensa e centro sociale, «ma incide su un complesso unico». L’appello al Consiglio di Stato, che sarà presentato dall’avvocato Fausto Corti, già autore del primo ricorso, mirerà a fugare anche il residuo dubbio sul mantenimento degli immobili in questione. «Al di là dei tecnicismi giuridici», tiene però a precisare Giorgi, «questa situazione dimostra che il dialogo è fondamento della convivenza civile: non va mai accantonato». Un principio questo, secondo il presidente del movimento, imprescindibile «sopratutto in una città che ha in sé il senso della tolleranza e dell’accoglienza: è nel nostro Dna, al di là di chi governa». L’approvazione in consiglio della proposta, di cui è stato primo firmatario Lelio De Santis, per la revisione de provvedimento di demolizione ha fatto segnare una svolta destinata ad andare oltre le sentenze. Il confronto tra gli uffici comunali e la Onlus è ripartito e salvo ulteriori ripensamenti approderà presto a una soluzione condivisa.
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