Chiese, ricostruzione lenta Ciciotti: «C’è tanto da fare»

Una corsa a ostacoli per Santa Maria Paganica, iter bloccato per San Marco
L’AQUILA. All’indomani della consegna del cantiere di ricostruzione del duomo, dopo quasi 14 anni dal sisma del 2009, sono ancora decine le chiese, nel cuore della città, ma anche fuori dalle mura, che aspettano di essere ricostruite. «Tanto è stato fatto, ma ancora molto c’è da fare», spiega uno dei principali attori della ricostruzione dei beni monumentali dopo il sisma: Augusto Ciciotti, architetto del Segretariato regionale ai beni culturali, stazione appaltante della gran parte dei cantieri pubblici. Tre le chiese simbolo del centro storico in cui sono più evidenti le profondissime ferite del terremoto: Santa Maria Paganica, Santa Giusta e San Marco, a cui si aggiungono decine e decine di edifici di culto che rischiano di rimanere con i battenti chiusi ancora per anni.
SANTA MARIA PAGANICA
Forse il più atteso è proprio il cantiere della chiesa che sorge davanti al Maxxi, per cui l’iter della ricostruzione sembra non voler terminare. Dopo mesi di studio, è stato presentato alla diocesi – da parte del gruppo di progettazione – un nuovo elaborato parzialmente modificato rispetto all’originale predisposto lo scorso anno. «Il progetto è stato trasmesso alla Soprintendenza per il parere, poi ci sarà la fase di verifica preventiva della progettazione e l’attivazione della conferenza di servizi permanente per l’approvazione di tutti gli enti», spiega Ciciotti. «D’altra parte si tratta di un intervento di circa 25 milioni. In ogni caso, l’auspicio è di avviare la gara d’appalto entro l’anno».
SANTA GIUSTA
La chiesa capoquarto che sorge di fronte all’elegante e maestosa facciata di Palazzo Centi, restaurata negli anni scorsi, sembra essere stata quasi completamente dimenticata, dopo un iniziale intervento di messa in sicurezza. Parte della facciata laterale è coperta di arbusti, nonostante qualche bonifica. A seguito del sisma del 2016 è stato ottenuto un finanziamento di circa 2 milioni, parte del quale utilizzato per un intervento necessario per contenere il meccanismo di ribaltamento della facciata. «Adesso è in corso l’aggiornamento del progetto da parte dei progettisti individuati dalla parrocchia. È stato programmato a breve un incontro», dice l’architetto. «Abbiamo 5 milioni, grazie alla delibera 52 del 2021».
SAN MARCO
Ancora tutto fermo, invece, per un’altra delle chiese nelle piazze principali della città: San Marco. «Si sta lavorando in merito alla ricostruzione privata sulla parte posteriore dell’edificio, la casa canonica e l’abside», dice Ciciotti. «Poi va definito l’intervento sulla chiesa. Ci sono 8,5 milioni assegnati con l’ultima delibera dal Cipess».
SANTA CHIARA
È in fase conclusiva il secondo lotto di opere sul complesso per consolidare, reintegrare e ripristinare la volta dell’aula della chiesa di Santa Chiara, annessa all’omonimo convento, nella zona delle 99 Cannelle. «Dovremo poi cominciare un ulteriore lotto che riguarderà soprattutto gli apparati decorativi», spiega l’architetto. «Intanto sono stati tolti i puntellamenti all’interno». Per la chiesa c’è un nuovo finanziamento da un milione di euro.
PROGETTI PRONTI
Per molte chiese questi 14 anni trascorsi dal sisma sono serviti per definire i progetti di restauro, a cui tuttavia ancora non ha fatto seguito l’avvio dei cantieri. È il caso di Santa Caterina (davanti alla chiesa di San Giuseppe dei Minimi) che è ancora in progettazione, pur avendo un finanziamento di 800mila euro, aggiuntivo rispetto a uno precedente); di Santa Maria del Carmine (il progetto è pronto, è stato trasmesso alla Soprintendenza per il parere, la gara dovrebbe essere avviata entro fine anno) e di San Quinziano (al fianco di San Domenico). È già stata aggiudicata la gara, invece, per Santa Maria di Roio: nel giro di qualche settimana bisognerà stipulare il contratto e il cantiere verrà avviato entro aprile.
PROSSIME APERTURE
Battenti chiusi ancora per poco a San Pietro e alla chiesa dei Gesuiti, dove gli interventi volgono al termine.
LE FRAZIONI
Molte le chiese che aspettano di essere ricostruite anche nelle frazioni. Primo fra tutti il Santuario della Madonna di Roio, molto caro agli aquilani. «È incorso la procedura di gara, l’8 marzo scadranno le offerte», dice Ciciotti, «speriamo di consegnare i lavori entro maggio». L’ultimo lotto riguarda i preziosi stucchi, affreschi, marmi e intonaci del santuario. I lavori interesseranno anche i locali annessi e in particolare la sagrestia. È da poco partito il cantiere di San Giovanni battista a Camarda, lavori in corso per Santa Maria del Carmine a Paganica, annessa al convento delle Clarisse. «Entro l’anno restituiremo la chiesa alla comunità delle suore», assicura Ciciotti. «Siamo lavorando, invece, sul progetto per il completamento della chiesa di Santa Maria assunta sempre a Paganica». Nelle prossime settimane verranno affidate la progettazione e l’esecuzione del progetto di completamento della chiesa di San Gregorio Magno, nell’omonima frazione, mentre si è in attesa del perfezionamento al Genio civile delle procedure relative a Santa Giusta di Bazzano.
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