Chiude l’ufficio turistico nella città della cultura

2 Luglio 2015

SULMONA. Stop in piena stagione estiva, e a ridosso della Giostra cavalleresca, allo Iat, l’Ufficio di informazione e accoglienza turistica. La sede di corso Ovidio, nella città della cultura, ha...

SULMONA. Stop in piena stagione estiva, e a ridosso della Giostra cavalleresca, allo Iat, l’Ufficio di informazione e accoglienza turistica. La sede di corso Ovidio, nella città della cultura, ha chiuso i battenti senza troppi complimenti. La riforma degli uffici turistici regionali è in atto da anni, ma nessuno pensava che si sarebbe partiti dall’ufficio di Sulmona e a ridosso di uno dei periodi di maggior affluenza turistica, assieme alla Pasqua. Nello stesso tempo, saranno mantenuti aperti gli sportelli dell’Alto Sangro e precisamente quelli di Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso. Coi dipendenti degli uffici regionali cittadini che saranno dirottati a turno negli uffici di montagna. La Regione, in sostanza, sembra voler scommettere sul turismo in Alto Sangro e non in Valle Peligna, anche se in città resta attivo l'ufficio turistico comunale all’Annunziata.

Denuncia l’ennesima spoliazione Gilda Molinaro, una guida turistica che lavorava da tempo con lo Iat sulmonese, come tante altre persone. «Tutto questo è accaduto dall’oggi al domani e in periodo pre-Giostra cavalleresca» fa notare Molinaro «al danno si aggiunge la beffa. Molti i risvolti economici negativi per gli operatori del settore dovuti alla perdita di contatti già avviati con agenzie, associazioni e tour operator. Quello di Sulmona è l’unico ad essere chiuso, mentre nel contempo si obbligano i dipendenti degli uffici regionali presenti in città a garantire a turno l’apertura degli uffici dell’Alto Sangro a Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso». Lo sportello sulmonese era uno dei più forniti dal punto di vista della modulistica e delle guide in diverse lingue, fornendo assistenza nei giorni festivi e nei periodi di affluenza. Le due dipendenti sono state trasferite all’Agenzia per la promozione culturale. In questo modo rischia di non decollare mai la promozione turistica cittadina, fra sportelli turistici che chiudono, chiese visitabili a singhiozzo e altri problemi.

Federica Pantano

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