Chiude la scuola di Bagno Rivolta contro il Comune

13 Dicembre 2018

Zonfa (Consiglio partecipazione): «Un attacco durissimo alla nostra frazione» De Paolis rincara la dose: «Un colpo a ogni seria ipotesi di una rinascita»

L’AQUILA. E' mobilitazione per l'annunciata chiusura a partire dal prossimo anno scolastico della scuola dell'infanzia la cui sede si trova nella frazione di San Benedetto di Bagno. La scuola, infatti, dovrebbe confluire nel polo scolastico di Pianola.
A prendere posizione è in particolare la presidente del consiglio di partecipazione Carmen Zonfa che ieri ha diffuso la seguente nota: «Il Comune dell'Aquila con delibera del 29 novembre scorso ha deciso, nell'ambito della programmazione per i prossimi anni, la chiusura della scuola dell'infanzia di Bagno. Si tratta di un durissimo attacco ad un territorio che si sta faticosamente rialzando dopo il sisma. La chiusura della scuola dell'infanzia di Bagno è quanto di peggio il Comune potesse fare contro questo territorio già fortemente escluso dallo sviluppo degli ultimi anni e che vede nella sua scuola l'unica presenza sociale del territorio. Una scuola peraltro che è una delle migliori del territorio per la sua eccellente didattica e le sue iniziative socio-culturali».
«Chiediamo al Comune», aggiunge, «di rivedere al più presto la sua scelta e di provvedere a portare avanti la costruzione di una nuova scuola dell'infanzia nel nostro territorio, quello si sarebbe un segnale importante per le nuove generazioni».
Dura anche la presa di posizione anche da parte dell'ex consigliere comunale, residente a Bagno, Tonino De Paolis.
«Si tratta di una decisione incomprensibile», dice De Paolis, «si parla di ricostruzione, rivitalizzazione e rilancio delle frazioni ma quando poi si prendono le decisioni si fa esattamente il contrario. La chiusura della scuola darebbe il colpo definitivo a ogni ipotesi di seria rinascita. Se la giunta comunale non dovesse tornare indietro nella sua decisione credo che non resterebbe che passare alla mobilitazione e alla protesta».
«Non bastano», conclude l’ex consigliere comunale, «i tanti problemi che già ci sono, ne vengono aggiunti altri di cui avremmo fatto volentieri a meno».
Possibile che nei prossimi giorni il consiglio di partecipazione chieda un incontro con il sindaco per affrontare la questione.
Del resto le ripercussioni nella frazione aquilana di una tale decisione non sarebbero certo secondarie.
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