Chiude Reginella d’Abruzzo: stop alla produzione, in 31 a casa

29 Aprile 2023

Sulmona, la crisi travolge l’azienda delle mozzarelle: il suo marchio è da 70 anni sul territorio Per i dipendenti ancora in servizio firmato l’accordo di cassa integrazione per cessazione dell’attività 

SULMONA. Chiude il caseificio Reginella d’Abruzzo e 31 dipendenti vengono messi alla porta. Alla vigilia del Primo Maggio, festa dei lavoratori, arriva una doccia fredda per l’Abruzzo. Uno storico marchio del settore caseario chiude i battenti scrivendo la parla fine su una storia iniziata nel secolo scorso grazie alla lungimiranza della famiglia D’Amico.
L’AZIENDA
Venanzio D’Amico era un pastore con il pallino degli affari. Dagli allevamenti decise di passare subito alla produzione di formaggi freschi e stagionati coinvolgendo anche il figlio Paolo e i nipoti Filippo, Mario, Angelo e Salvatore, che si trasferirono in Puglia per una nuova attività. Filippo nel 1953 tornò per fondare a Sulmona Reginella d’Abruzzo produttrice di mozzarelle, formaggi e altri prodotti caseari. Una realtà solida che si radicò subito nel territorio affermandosi come marchio riconosciuto in tutta la regione.
LA CHIUSURA
Un mese fa nel caseificio di Case Pente si sono spente le luci. Già da una settimana i prodotti mancavano nei banchi frigo e la crisi, annunciata mesi prima, si faceva sentire giorno dopo giorno. Proprio il titolare aveva denunciato le difficoltà dovute all’aumento dei costi del latte e dell’energia elettrica che avevano fatto crescere in maniera vertiginosa le spese di produzione. Quando a metà marzo è stato evidenziato il problema, e si sono fermate le macchine, si è parlato di una pausa di riflessione dalla quale però non si è più tornati indietro.
CASSA INTEGRAZIONE
Nei giorni scorsi nella sede della Regione Abruzzo a Pescara si è tenuto il confronto tra funzionari del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la Regione e la società rappresentata da Confindustria L’Aquila, per sottoscrivere l’accordo di cassa integrazione per cessazione attività per i 18 lavoratori rimasti. All'inizio della crisi, infatti, i dipendenti erano 31, poi molti sono andati via e ne sono rimasti 18 in forze fino a un mese fa. «I lavoratori coinvolti fino al 31 dicembre saranno chiamati a un percorso di informazione e formazione in quanto soggetti potenzialmente fuori dal mercato del lavoro», ha spiegato Luigi Antonetti, segretario Flai Cgil L’Aquila. «A tal proposito riteniamo necessario chiedere al sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, città capofila della Valle Peligna, di aprire un apposito tavolo di confronto, per cercare soluzioni per il rilancio dell’economia nel comprensorio. Il tutto creando un ente di formazione professionale che vada in direzione delle realtà presenti nel territorio peligno, dando la possibilità di ricollocazione, per chi perde il lavoro, ma anche per i giovani disoccupati o inattivi». Antonetti ha evidenziato che con lo stop all’attività di Reginella d’Abruzzo «si va a chiudere una piccola azienda che operava sul territorio della Valle Peligna da 70 anni e che dava occupazione e reddito a 31 lavoratori. Come sindacato, d’intesa con la rsa, riteniamo di aver raggiunto – vista la situazione – il massimo risultato possibile per i lavoratori».
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