«Chiudere gli inghiottitoi per salvare la sorgente»

8 Novembre 2018

Tagliacozzo, la ricetta di un imprenditore contro l’inquinamento delle Verrecchie Pronto a indicare al Cam dove intervenire per salvaguardare le falde acquifere

TAGLIACOZZO. Ogni qualvolta piove, sistematicamente, l'acqua della sorgente di Verrecchie che rifornisce i paesi della Marsica occidentale e alcuni centri del Reatino risulta inquinata, Con enorme disagio per gli utenti che anche per cucinare si vedono costretti a ricorrere alla minerale. A causare l'inquinamento, ormai è accertato, sono gli animali (cavalli, bovini, ovini) vaganti sulle montagne sovrastanti Verrecchie e Cappadocia. Gli escrementi di questi animali contengono sostanze inquinanti, come potassio, azoto, fosforo, che raggiungono rapidamente le falde acquifere rendendo l'acqua della sorgente in questione non potabile. Un modo per evitare che ciò accada esisterebbe. A suggerirlo è un imprenditore di Tagliacozzo, Angelo Di Rocco. Essendo originario di Roccacerro, e avendo fatto per anni il boscaiolo, Di Rocco conosce i Simbruini come le sue tasche. Tagliati gli alberi, provvedeva insieme ai suoi operai a trasportare a valle, a dorso dei muli, i tronchi. Non c'è dunque un centimetro del versante orientale delle montagne che sovrastano Verrecchie e Cappadocia - quello interessato dalle sorgenti di Verrecchie e del Liri - che non conosca. «In tutta l'area», rileva Di Rocco,«ho contato 20 inghiottitoi. Sono questi la causa dell'inquinamento della sorgente di Verrecchie. Quando vi sono piogge intense, l'acqua piovana si trasforma in torrenti che, trasportando con sé gli escrementi animali, finiscono negli inghiottitoi. Così l'acqua inquinata dalle deiezioni degli animali raggiunge in men che si dica le falde acquifere. Basta coprire tali inghiottitoi e la piaga dell'inquinamento della sorgente di Verrecchie verrebbe debellata». Di Rocco si dice pronto a indicare al Cam gli inghiottitoi in questione.
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