Chiuse quattro scuole dell’infanzia

13 Marzo 2021

Contagi tra alunni e insegnanti registrati a Celano, Tagliacozzo e Luco dei Marsi

LUCO DEI MARSI. Quattro scuole chiuse a Luco dei Marsi, Tagliacozzo e Celano per via dell’aumento dei casi di Covid19 tra la popolazione.
Il sindaco di Luco, Marivera De Rosa, ha firmato ieri l’ordinanza con la quale ha disposto la chiusura immediata della scuola dell’infanzia Gianni Rodari fino a giovedì 25 marzo dopo il contagio accertato tra uno dei piccoli. Il provvedimento è scattato in seguito alla nota giunta dalla Asl che ha messo in quarantena tutti gli alunni e il personale scolastico. Nei prossimi giorni verranno effettuati i tamponi molecolari da parte dell’azienda sanitaria, mentre l’intero edificio scolastico sarà sanificato in via precauzionale.
Visto l’aumento dei casi di contagio, 51 positivi e 28 persone in isolamento, anche il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha chiuso la scuola dell’Infanzia Montessori e la paritaria dell’infanzia Pio XI della frazione di Villa San Sebastiano fino a venerdì 19 marzo. È chiusa da tre giorni anche la scuola dell’infanzia Piccolimini di Celano, questa volta per la positività di una delle insegnati che ha fatto scattare l’isolamento per i colleghi, gli alunni e tutto il personale in servizio.
E mentre le scuole dell’infanzia – le uniche aperte in tutta la regione – fanno i conti con i contagi e le chiusure un centinaio tra insegnanti e genitori marsicani capeggiati da Ilaria D’Angelo hanno inviato una lettera al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio (e per conoscenza ai sindaci marsicani), in cui chiedono «di riflettere su questa nostra opposizione a considerare la didattica a distanza come strumento serio d’istruzione a tutti i livelli» e «di adoperarsi per far valere la nostra idea di fondo: la necessità di una scuola in presenza anche nei momenti difficili, già vissuti lo scorso autunno senza chiusura delle scuole, almeno nella Marsica. La Dad sta creando gravi disagi negli studenti in primis, ma anche nelle famiglie. I nostri ragazzi sono spesso in giro o seduti in gruppi sulle panchine dei parchi, quindi, paradossalmente, i contagi che si vorrebbero evitare in classe vengono favoriti all’aperto».(f.d.m.)
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