Chiuso lo stadio, squadra e bimbi sfrattati

Trasacco, disposizione del commissario prefettizio: impianto insicuro. Plus Ultra ospitata a Collelongo
TRASACCO. Ciò che si temeva è accaduto: lo stadio comunale viene chiuso e i giocatori della Plus Ultra, squadra di Prima categoria (girone A), per gli allenamenti e le partite in casa devono trasferirsi a Collelongo. Ma il disagio maggiore è per gli oltre ottanta ragazzi della scuola calcio che sono rimasti senza impianto. La drastica decisione è stata presa dal commissario prefettizio Malgari Trematerra, ritenendo che lo stadio non disponesse dei necessari requisiti di sicurezza. La società però spera di ottenere almeno l’agibilità parziale del campo sportivo. Così non solo i giocatori potranno allenarsi senza doversi spostare, ma verrebbe anche data la possibilità ai ragazzi di frequentare la scuola calcio. «Durante una riunione», afferma il presidente della Plus Ultra, Alvise Di Salvatore, «la dottoressa Trematerra si è mostrata disponibile a venirci incontro. Ha ordinato infatti all’Ufficio tecnico e alla polizia municipale di eseguire delle verifiche, tutt’ora incorso. Dal loro esito dipendono le sorti sia della squadra che della scuola calcio. Ci potrebbe essere anche la possibilità che il campo, in caso di agibilità parziale, potrebbe essere utilizzato, oltre che per gli allenamenti, anche per le partite in casa. Ma senza pubblico». Se così fosse, il problema si riproporrebbe il 10 marzo, quando la Plus Ultra dovrà giocare in casa con L’Aquila. Non è pensabile che si possa disputare la partita tenendo fuori dallo stadio i tifosi marsicani e aquilani. Che lo stadio di Trasacco, il quale, oltre al campo calcio, dispone di una pista di atletica, avesse qualche problema era noto. Ma i sindaci che si sono succeduti a partire dagli anni Novanta, quando fu realizzato e per il quale furono spesi un miliardo e mezzo di lire, hanno sempre dato l’autorizzazione. A maggio si voterà e lo stadio potrebbe diventare motivo di dibattito politico.
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