Chiusura anticipata dei locali Il no dei gestori: «Ci danneggia»

28 Settembre 2022

I commercianti del centro storico sollecitano un incontro con il sindaco Di Piero e le forze dell’ordine: «Pronti a collaborare per contrastare la movida violenta, ma i provvedimenti vanno concertati»

SULMONA. Un incontro con il sindaco e i rappresentanti delle forze dell'ordine per studiare, tutti insieme mosse e contromisure per contrastare la movida violenta che, negli ultimi tempi, sta caratterizzando i fine settimana nel centro storico di Sulmona. A chiederlo sono i proprietari e i gestori degli esercizi pubblici della città, che vogliono rappresentare le loro istanze in merito alle prossime decisioni che saranno adottate dal Comune e dalle forze dell'ordine per arginare il fenomeno della violenza che nei fine settimana continua ad imperversare nel cuore cittadino.
In prima fila ci sono gli esercizi pubblici che gravitano attorno al complesso monumentale dell’Annunziata, teatro principale degli ultimi episodi di violenza registrati in città. I baristi sono contro la chiusura anticipata dei locali prospettata dal Comune e, prima che venga adottato ogni qualsiasi provvedimento, sono pronti a collaborare con idee e proposte alternative a quella di essere costretti ad abbassare le saracinesche anzitempo. Cosa che per loro, così come dichiarato dalla categoria, significherebbe mettere a repentaglio l’attività in un periodo in cui bisogna fare i conti con il vertiginoso aumento dei costi delle utenze. In particolare hanno chiesto l'incontro i gestori del Bar Centrale, Italian Bar, Vodka &Bollicine, Caffe Ovidio insieme al gruppo di Sulmona Sicurezza che fornisce valido supporto in tal senso.
«Vogliamo essere ascoltati dal sindaco per concertare, anche con la presenza delle forze dell’ordine, gli accorgimenti da adottare sul fronte della sicurezza. Regole e misure vanno vagliate sul territorio e non a danno degli operatori commerciali», sottolinea Daniele De Pamphilis di Sulmona Sicurezza, ricordando il contributo offerto dal gruppo per il controllo nei punti di accesso dei locali.
I baristi propongono maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine «che», affermano, «devono girare il centro storico a piedi e non con le auto, in modo da controllare in maniera più efficace le persone che sono presenti all’interno dei locali o che stazionano nelle vicinanze.
«In questo modo carabinieri e polizia possono intervenire in maniera più tempestiva, anche e soprattutto nei confronti di quegli individui sottoposti a misure restrittive, che spesso le eludono approfittando del fatto che noi baristi non siamo a conoscenza di tali provvedimenti», afferma Pieluigi D’Agostino. «Controlli che devono essere eseguiti anche nei confronti di quei gestori di locali pubblici che non osservano regole e disposizioni, come ad esempio l’abitudine di distribuire bevande e alcolici nei bicchieri di vetro anche dopo le 22.30. In questo bar dopo tale orario tutte le bevande, anche le più costose come lo champagne, vengono servite nei bicchieri di plastica». Molti giovani infatti, hanno l’abitudine di acquistare bottiglie di birra a buon mercato per spostarsi nel centro storico o sulla scalinata dell’Annunziata e consumarle in tutta tranquillità, lasciando sul posto le bottiglie vuote che vengono poi utilizzate come arma di offesa durante le liti e le risse. Insomma, per i gestori degli esercizi pubblici non serve chiudere prima i locali per risolvere il problema della violenza.
«Da anni nel nostro bar c’è una persona che regola le entrate e le uscite dal locale bloccando tutte quelle persone che sono ubriache o che vanno in cerca di guai», prosegue D’Agostino. «Una misura che si è rivelata molto efficace e che anche gli altri locali del centro storico stanno adottando. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a collaborare», conclude Pierluigi D’Agostino, «per questo abbiamo chiesto al sindaco Gianfranco Di Piero un incontro. È nostro interesse evitare situazioni difficili che potrebbero compromettere anche le nostre attività. Situazioni che vogliamo vengano risolte unendo tutte le forze in campo».
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