Chiusura Maternità parte la diffida ad Asl e Regione

30 Ottobre 2018

L’iniziativa assunta dal Tribunale per i diritti del malato E i consiglieri comunali di maggioranza attaccano il governo 

SULMONA. Sulla bocciatura del punto nascita sulmonese il Tribunale per i diritti del malato diffida Asl e Regione a mantenere gli impegni presi su personale e macchinari da un lato e deroga alla chiusura dall’altro.
«È il caso di interrogare l’Asl sul perché non sono state attuate tutte le misure collegate alla deroga e andare a monte sollecitando la Regione a fare dei controlli sul perché poi ci siano certi inadempimenti», interviene Catia Puglielli del Tdm. Nel frattempo i gruppi consiliari di maggioranza Adesso Sulmona, Avanti Sulmona, Movimento Dem, Sulmona al Centro fanno quadrato e attaccano il governo gialloverde.
«Notiamo con rammarico la superficialità con cui è stato affrontato il problema dell’orografia del territorio sottolineando che i 60 minuti di distanza da altri presidi non sono validi per le vere emergenze ostetriche che necessitano di una risoluzione in meno di 6 minuti», fanno notare i consiglieri con voce unanime. «Quindi rivolgiamo un appello accorato a tutti gli esponenti politici abruzzesi al governo e all’opposizione, soprattutto alla senatrice Di Girolamo, unica eletta nella Valle Peligna, affinché prendano atto che questo governo sta inesorabilmente togliendo il futuro al nostro territorio e affinché trovino il coraggio di opporsi a queste scelte scellerate alzando la voce e portando risultati per l’intero centro Abruzzo. Quindi chiediamo alla Di Girolamo che impieghi tempo non a scrivere post sui social, ma a cercare di ottenere un incontro con il ministro Grillo così da poter ribadire in maniera unitaria e senza prese di posizione di parte la ferma contrarietà alla chiusura».
Sulla stessa linea il consigliere regionale sulmonese Andrea Gerosolimo. «Basta chiacchiere, basta assemblee e consigli comunali interminabili dove ripetiamo, tra di noi, solo e soltanto che il punto nascite non va chiuso. La Regione, a seguito di una risoluzione votata dal sottoscritto», ricorda Gerosolimo, «insieme ad Olivieri, Monticelli e Pietrucci, ha chiesto al governo la deroga per mantenere il nostro punto nascita. Ora, il governo del cambiamento dica chiaramente se è d’accordo o no. La senatrice Di Girolamo ci dimostri il peso politico che ha oppure, in caso contrario, prenda le distanze dal Movimento 5 stelle. Noi in quel consiglio regionale, in cui anche lei come cittadina era presente, abbiamo avuto la forza e il coraggio di andare contro la nostra maggioranza perché il territorio viene prima dell’appartenenza politica».
Si dice pronto alla mobilitazione anche il gruppo consiliare di minoranza “Raiano che vogliamo”, coi consiglieri Innocenzo Pizzica, Giannenrico Zepponi, Antonio Di Berardino. La questione sarà al centro del consiglio comunale, che dovrebbe tenersi il 3 novembre.
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