«Ci sono troppi cinghiali» Agricoltori sul piede di guerra

CASTELVECCHIO SUBEQUO. Gli agricoltori, sul piede di guerra per l’eccessiva presenza dei cinghiali in Valle Subequana, chiedono di snellire le procedure degli abbattimenti. Questo il senso di una...
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Gli agricoltori, sul piede di guerra per l’eccessiva presenza dei cinghiali in Valle Subequana, chiedono di snellire le procedure degli abbattimenti. Questo il senso di una riunione che si è tenuta a Castelvecchio Subequo, tra gli agricoltori provenienti anche dai paesi di Castel di Ieri, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Secinaro e Molina Aterno. «Vogliamo avere un atteggiamento positivo e collaborare alla risoluzione della problematica», ha detto Umberto Margiotta di Confagricoltura, che ha organizzato la riunione, «ma dobbiamo essere ascoltati per consentire di aumentare il numero degli ungulati abbattuti ed evitare che la loro eccessiva presenza continui a danneggiare le colture già messe in difficoltà dal maltempo». Per gli agricoltori sarebbe opportuno modificare alcune procedure relative alle operazioni di controllo degli animali. Attività che consente l’uccisione dei cinghiali, ma a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, non prevede più la partecipazione dei cacciatori. Così, quando un animale viene abbattuto dalla polizia provinciale, unica abilitata a fare il controllo, l’animale viene consegnato a un agricoltore che deve occuparsi di portare alcune consistenti parti della carcassa all’Asl per le verifiche sulla salubrità. Inoltre, la carne dell’animale ucciso durante le operazioni di controllo, non può essere venduta da tutti gli agricoltori, ma solo da alcuni. Prima della sentenza della Corte Costituzionale, i cacciatori partecipavano con la polizia provinciale all’abbattimento dei cinghiali. Erano loro che poi si preoccupavano di far fare i controlli all’Asl, con procedure più snelle rispetto a quelle di oggi, e dello smaltimento della carne. «Siamo disponibili a dare una mano agli agricoltori», ha detto Nunzio Merolli, presidente dell’Ambito territoriale caccia Subequano. «Al momento stiamo portando avanti il “selecontrollo” per cui chiediamo maggior flessibilità sugli orari per evitare che gli animali imparino a prevedere la presenza dei cacciatori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

