Cialente bacchetta la rettrice: «L’Ateneo ci snobba»
L’AQUILA. Un Ateneo che appare sin troppo «autoreferenziale», che procede come «mina vagante» per la sua strada senza minimamente interagire con il consiglio comunale e il sindaco della città. Una...
L’AQUILA. Un Ateneo che appare sin troppo «autoreferenziale», che procede come «mina vagante» per la sua strada senza minimamente interagire con il consiglio comunale e il sindaco della città. Una città che è tutta da ricostruire, e che quindi ha bisogno di dialogo e confronto su tutti i temi. Anche – e forse soprattutto – quello della reintroduzione delle tasse universitarie. Anche il sindaco Massimo Cialente dice la sua sul ritorno a una normale tassazione nell’Ateneo, che scatterà nell’anno accademico 2014/2015 (ma soltanto a partire dalla seconda rata in quanto la prima è ancora coperta dall’accordo di programma Università-Miur) dopo sei anni di esenzione. Una decisione per la quale, dice il sindaco, «non intendo entrare nel merito, e non la discuto, perché l’università saprà quello che deve fare, ma resto colpito dal fatto che non abbia sentito mai l’esigenza di confrontarsi con il consiglio comunale e le altre forze sul territorio, decidendo per conto proprio e mettendo tutti di fronte al fatto compiuto. Eppure, l’Università, che dal Dopoguerra è stata pagata dai cittadini con le loro tasse, è patrimonio comune. Dovevamo almeno essere avvisati». Cialente non entra nel dettaglio del tipo di tassazione approvato dal cda il 30 luglio. Ma contesta il «difetto» di comunicazione, la «mancanza di consapevolezza dell’importanza di instaurare un rapporto Comune-Università basato su rapporti diplomatici, di “politica” intesa come collaborazione e rispetto». In una parola: dialogo. C’è maretta tra il sindaco e la rettrice Paola Inverardi che, dice Cialente, «ha presentato alla Regione un’osservazione sul progetto delle Fontari, perché si dice preoccupata per l’orto botanico. Ecco, bastava farmi una telefonata e avrebbe conosciuto il progetto nei dettagli. Adesso, invece, diranno che anche l’Ateneo fa osservazioni sul progetto del Gran Sasso». Comune accerchiato, criticato, ignorato. Cialente non ci sta, e almeno per quanto riguarda la questione universitaria, su cui punta per la rinascita della città, chiederà di fissare un consiglio aperto «in cui inviterò l’Ateneo». Obiettivo: concertare le decisioni «e non essere costretti a stare al gioco dell’Università». E poi, l’invito alla V Commissione «a concludere l’indagine sull’Ateneo, invece di perder tempo con l’Asl».
Marianna Gianforte
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