Cialente: il Comune rischia il dissesto

Appello a Maroni: buco di 36 milioni di euro ma i soldi promessi non arrivano

L’AQUILA. «Non ho i soldi per pagare gli stipendi. Non rispetteremo il patto di stabilità. Ho un bilancio con un buco di 36 milioni di euro. Se non arrivano i soldi promessi dal governo io chiudo e me ne vado». Cialente si sfoga con Maroni, che non è Tremonti ma prende nota.

SENZA SOLDI. «Per il Comune dell’Aquila sarà difficile stare nel patto di stabilità», esordisce Cialente davanti a Maroni, il quale annuncia, per novembre, un nuovo intervento del governo, «un provvedimento di spesa integrativo», con stanziamenti sostanziali per L’Aquila. «Troveremo il modo», dice il ministro, «per assicurare il patto di stabilità, i trasferimenti sostitutivi per le imposte, i rinvii per la presentazione del bilancio, lo slittamento del piano di ammortamento per i mutui. I soldi andranno presi da qualche altra parte». «L’idea dello sportello per gli enti locali è la benvenuta», sostiene il sindaco Cialente, «perché le normative sono complesse e potremmo aver bisogno di consulenze. Noi, però, abbiamo un buco da 36 milioni di euro e attendiamo ancora l’attivazione del decreto per mancati tributi e danni patrimoniali. Se il governo non darà attuazione alle norme del decreto Abruzzo in materia di trasferimenti agli enti locali, per anticipazioni e recupero di mancati introiti da entrate tributarie, il Comune dell’Aquila, e tutti quelli colpiti dal sisma, andranno incontro al dissesto finanziario. Il rischio è quello della paralisi amministrativa, con difficoltà anche nel liquidare gli stipendi ai dipendenti. Il problema», conclude Cialente, «rischia di compromettere anche l’immagine del governo che, se non assolve subito gli impegni presi, abbandona di fatto al loro destino gli enti locali nel momento più drammatico della loro storia».

I SOLDI DEGLI ISLAMICI. Intanto il sindaco, nella stessa giornata, riceve 4mila euro che gli vengono consegnati da una delegazione del Forum islamico in Europa giunta in città per consegnare la donazione frutto di una raccolta fondi tra i diecimila iscritti, destinata ai terremotati. I soldi saranno destinati in favore di iniziative di carattere sociale.

I PREMI. Infine Cialente incassa anche due riconoscimenti. Il primo è il premio Moscati, giunto alla 22ª edizione, che viene assegnato a enti, associazioni e persone che si sono particolarmente distinte e impegnate verso il prossimo in condizioni di disagio e di bisogno. Premio vinto insieme alla presidente della Provincia Stefania Pezzopane, «in omaggio alla dignità e all’orgoglio degli abruzzesi». La consegna domenica a Carinola, in provincia di Caserta. Nell’albo d’oro figurano, tra gli altri, i vescovi Riboldi e Nogaro, i vigili del fuoco di New York, la vedova Calipari, Rita Borsellino, i giornalisti Mayer e Signorini, Gino Strada, la Comunità di San Patrignano, medici, associazioni di volontariato e cittadini. Il secondo è il premio «Galileo 2000», giunto alla XIII edizione. Consegna prevista per domani a Firenze nella Biblioteca Nazionale e nella Basilica di Santa Croce. Tra i premiati anche Roberto Benigni.

LE ALTRE RICHIESTE. Il sindaco di Prata d’Ansidonia Francesco Di Marco pone al ministro dell’Interno il problema delle sedi comunali «tutte disastrate». Il sottosegretario Michelino Davico annuncia un censimento di tutte le case comunali devastate dal sisma. Giacomino Di Marco, presidente della comunità montana Amiternina, chiede: «Soldi, soldi, soldi, soldi». Il sindaco di Poggio Picenze Nicola Menna stringe la mano al ministro e gli sussurra: «Bravi, bravi, bravi».