Cialente, proscioglimento annullato

26 Gennaio 2018

La Suprema corte accoglie in parte il ricorso della Procura. Processo da rifare

L’AQUILA. È stato in parte accolto, dalla Cassazione, il ricorso con il quale la Procura dell’Aquila ha contestato la decisione del tribunale del 3 aprile 2017 di archiviare le accuse di induzione indebita formulate nei confronti dell’ex sindaco Massimo Cialente, e del funzionario comunale Fabrizio De Carolis. La sesta sezione penale della Suprema corte ha annullato con rinvio al gup dell’Aquila «per una nuova deliberazione», la sentenza di proscioglimento pronunciata nel 2015 in relazione a due delle tre accuse di induzione che erano state contestate. Quindi sarà riesaminata la richiesta di rinvio a giudizio. Confermato il proscioglimento per il caso dei 201 appartamenti di Pettino, resta in piedi il caso Consta-Palomar. Le motivazioni saranno meglio note quando gli “ermellini” depositeranno la loro sentenza, tra circa un mese. L’inchiesta era durata circa tre anni, periodo nel quale fu archiviata e poi riaperta, provocando anche polemiche politiche. Secondo l’accusa, Cialente, rivolgendosi a un legale di una coop edilizia, lo avrebbe indotto ad affidare a una ditta alcuni lavori per la ricostruzione post-terremoto di alcuni palazzi a Pettino, senza però riuscirci, quindi il reato sarebbe stato solo tentato. E questa vicenda è chiusa. La seconda ipotesi di reato consisteva in una sollecitazione al funzionario comunale De Carolis, a favore del nulla osta per la liquidazione di tre Sal (stati avanzamento lavori) per ristrutturare un altro condominio.